Piscinette, il divieto di balneazione non ha fermato l’invasione

Il divieto di balneazione a Piscinette non ha fermato l’invasione: cartelli divelti e decine di persone immerse nelle acque naturali.

Piscinette, persone immerse nelle acque naturali nonostante il divieto di balneazione
Piscinette, persone immerse nelle acque naturali nonostante il divieto di balneazione

Un provvedimento che non ha fermato l’invasione

Il primo giorno di divieto di balneazione e acquatrekking a Piscinette ha rivelato un bilancio deludente: cartelli divelti e decine di persone immerse nelle acque naturali del territorio. L’ordinanza, emessa dal sindaco Chicco Usai, ha suscitato un’immensa protesta, ma non ha scoraggiato chi ha deciso di ignorarla. Gli escursionisti, nonostante l’indicazione di verbali da 500 euro, si sono riversati nei corsi d’acqua, tra S’Arcada e la congiunzione con i rii San Gerolamo, Isara e Caddargiu de Sini. L’efficacia del provvedimento, se neppure esiste, è stata immediatamente messa in discussione. La sostenibilità non è solo un tema ambientale, ma anche sociale ed economica.

Un caos di competenze e responsabilità

La gestione dei controlli è delegata a diverse forze pubbliche: polizia municipale, carabinieri, agenti forestali e altre unità incaricate di far rispettare l’ordinanza. Tuttavia, il sindaco Usai ha espresso preoccupazione per la mancanza di coordinamento. «Non so più a chi rivolgermi, però le responsabilità sono tutte in capo a me», ha dichiarato. La complessità della situazione ha reso difficile il controllo, con alcuni operatori che non riescono a garantire i servizi a causa di organici ridotti o altre incombenze. L’ultima spiaggia sembra il coinvolgimento della prefetta Alessandra Nigro, a cui Usai si rivolgerà per trovare una soluzione.

Un dibattito tra tutela dell’ambiente e diritti degli escursionisti

L’ordinanza ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il sindaco Usai ha ribadito la sua convinzione: «È una scelta a tutela dell’ambiente». Dall’altro, alcuni escursionisti, leggendo i gruppi social, hanno espresso la necessità di una concertazione prima dell’emissione del provvedimento. Corrado Conca, guida ambientale escursionistica, ha espresso un parere favorevole al divieto, ma ha sottolineato la necessità di un approccio più strutturato. «L’acquatrekking va ripensato: occorre chiedersi dove, quando e con quali limiti possa essere praticato», ha sottolineato. La sostenibilità richiede un equilibrio tra diritti e responsabilità.

Un’alternativa tra conservazione e accesso

Conca ha ribadito il suo sostegno all’acquatrekking, ma ha sottolineato la necessità di un approccio più responsabile. «Continuo a dire sì all’acquatrekking, ma solo se praticata con competenza e consapevolezza», ha affermato. L’obiettivo, per lui, è trovare un equilibrio tra il diritto delle persone a vivere un territorio e il diritto di quel territorio a rimanere ciò che è. La sfida, però, resta: come gestire un’attività che ha un impatto significativo sull’ambiente, ma è anche parte della cultura e dell’economia locale.

  • Cartelli divelti e decine di persone immerse nelle acque naturali
  • Competenze delegate a diverse forze pubbliche, ma mancanza di coordinamento
  • Il sindaco Usai chiede intervento della prefetta Alessandra Nigro
  • Corrado Conca sostiene il divieto ma chiede un approccio più strutturato