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Operazione “Riki Cod”

21 persone arrestate dalla Polizia con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti

Operazione Riki CodASTI – Nell’ambito dell’operazione “Riki Cod”, a conclusione di un’articolata attività di indagine della Polizia di Stato – Squadra Mobile della Questura di Asti, venerdì sono state arrestate 20 persone con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli arrestati
Tra gli arrestati Riccardo Schialva (soprannominato Riki, da cui prende il nome l’operazione antidroga), 43 anni, astigiano. Gli altri colpiti dalla misura di custodia cautelare in carcere sono i tunisini Mahdi Chaabeni, 47 anni, Ahmed Mamni, 36 anni, Mourad Saidi, 40 anni, Moez Ben Hassen Bouchiba 43 anni, Hafedh Selmi, 44 anni, Kingsley Onieka Ohmara 44 anni e l’astigiano Pietro Origlia, 55 anni. Arresti domiciliari invece per gli astigiani Livio Bagarini, 43 anni, Massimo Bighi, 50 anni, Paolo Demaria, 50 anni, Antonio Ferrara, 60 anni, Michele Vacca, 48 anni, e per l’albanese Xhemal Kiptiu, 53 anni. Mandato di cattura per altri soggetti ancora non rintracciati.

Tutto è iniziato nel 2017, quando la Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Asti acquisiva notizie circa un consistente giro di spaccio di sostanze stupefacenti – cocaina, eroina – posto in essere da soggetti italiani e stranieri dimoranti in Asti. Gli autori di tale illecito traffico avevano creato una produttiva rete di spaccio: la sostanza stupefacente veniva acquistata a Torino da soggetti nigeriani e senegalesi, trasportata ad Asti e utilizzata per l’approvvigionamento delle locali “piazze” di spaccio astigiane.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto della Repubblica di Asti Vincenzo Paone, permettevano sin dall’inizio di evidenziare riscontri probatori importanti e consentivano nel corso dell’investigazione, anche grazie all’ausilio di servizi di appostamento e osservazione, di identificare i numerosi soggetti coinvolti nell’attività illecita.

Veniva fatta chiarezza circa le modalità di introduzione in Asti della sostanza stupefacente, nella maggior parte dei casi tramite trasporti effettuati sulla tratta ferroviaria Asti- Torino con l’utilizzo del treno per gli spostamenti finalizzati al rifornimento. Venivano inoltre identificati i fornitori a monte e, naturalmente, i destinatari ultimi della sostanza stupefacente localizzati in Asti e provincia e debitamente segnalati all’Autorità competente.

L’attività d’indagine permetteva di individuare diversi gruppi di spacciatori, tutti in contatto tra loro, dediti allo spaccio delle droghe pesanti nelle piazze astigiane, alcuni dei quali acquistavano lo stupefacente già frazionato e confezionato in singole dosi, pronte per la vendita al dettaglio, ed in modiche quantità, effettuando anche più rifornimenti al giorno, per ridurre i rischi e le contestazioni in caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine.

Altri spacciatori, invece, acquistavano quantità più elevate di stupefacente puro che poi trattavano e tagliavano per avere maggiore profitto. In taluni sequestri si è infatti appurato la commistione tra eroina e cocaina, cosiddetti “speedball”.

A dare il via all’operazione antidroga denominata “Riki Cod” è l’arresto nella flagranza del reato di Riccardo Schialva, già conosciuto per i suoi precedenti specifici, al quale a seguito della perquisizione personale e domiciliare venivano sequestrate numerose dosi di stupefacente, denaro in contante e materiale utilizzato per il confezionamento. Questo consentiva di monitorare con attività di osservazione e pedinamento alcuni soggetti italiani dediti all’uso di sostanze stupefacenti, gravitanti anche quali spacciatori nel mondo della droga, riforniti dall’arrestato.

Venivano acquisite a verbale le dichiarazioni dei consumatori di volta in volta fermati dal personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile, dichiarazioni indizianti che consentivano di sottoporre ad intercettazione telefonica numerose utenze telefoniche.

Le numerose utenze monitorate – ben 33 nel corso dell’indagine – consentivano di delineare il vasto “giro” di spaccio intrattenuto dai soggetti indagati sia italiani che stranieri nel concentrico cittadino.

Alcuni di essi, oltre che costantemente monitorati, venivano tratti in arresto nella fragranza del reato di spaccio durante l’attività investigativa, che consentiva altresì di sequestrare numerose dosi di sostanza stupefacente e di segnalare quali assuntori di droghe noti consumatori locali.

-AGGIORNAMENTO – 

L’incessante e ininterrotta attività di ricerca della Polizia di Stato nei confronti dei soggetti colpiti da misura cautelare, nell’ambito dell’operazione di Polizia “Riki Cod”, ha consentito di rintracciare e arrestare il ricercato Romdhani Hedhili detto “Anwar”, tunisino di 38 anni. In particolare, gli accertamenti esperiti e le informazioni confidenziali hanno permesso di ritenere verosimile la presenza dell’uomo nella città di Bolzano, luogo nel quale stanziava unitamente ad altri connazionali, con nome di copertura. L’informazione è stata pertanto condivisa dalla Squadra Mobile della Questura di Asti con l’omologo Ufficio della Questura di Bolzano, al fine di verificare la fondatezza della stessa. E proprio nella serata del 12 febbraio, personale della Squadra Mobile di Bolzano, in stretto contatto con gli investigatori della Sezione Antidroga di Asti, ha rintracciato un soggetto con caratteristiche fisiche similari al ricercato e lo ha sottoposto agli accertamenti dattiloscopici. Tali accertamenti tecnico scientifici hanno dato riscontro positivo circa l’identità del soggetto, risultando proprio Romdhani Hedhili. All’uomo è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria astigiana e ristretto nel Carcere di Bolzano.

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