Notre-Dame de Paris in scena a Olbia, quattro date con il tour di Cocciante

Notre-Dame de Paris arriva a Olbia per quattro date, con un tour che ha superato 200 repliche e 400mila biglietti venduti.

Olbia si prepara ad accogliere Notre-Dame de Paris in scena al Molo Brin per quattro date, con un cast di interpreti storici e una scenografia suggestiva
Olbia si prepara ad accogliere Notre-Dame de Paris in scena al Molo Brin per quattro date, con un cast di interpreti storici e una scenografia suggestiva

Olbia si prepara ad accogliere Notre-Dame de Paris per la prima volta, con quattro date al Molo Brin dal 5 all’8 agosto 2026. L’evento, che vede la partecipazione del tour di Riccardo Cocciante, rappresenta un momento di grande rilevanza per la città, che si appresta a ospitare una produzione di alto livello nel cuore del centro cittadino. L’annuncio è stato reso noto durante una presentazione alla quale hanno partecipato il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore ai Grandi Eventi Marco Balata, entrambi soddisfatti per l’arrivo di un evento che promette di attirare un pubblico vasto e diversificato.

Un appuntamento culturale di grande richiamo

Non un semplice spettacolo, ma un appuntamento culturale che porterà in Gallura una storia capace di attraversare generazioni. Notre-Dame de Paris, il romanzo di Victor Hugo, è diventato un’opera popolare grazie alla musica di Riccardo Cocciante, e il tour attuale ha già superato le 200 repliche e i 400mila biglietti venduti. La scelta del Molo Brin, un luogo suggestivo che si affaccia sul mare, è stata vista come una strategia per unire spettacolo, valorizzazione urbana e attrattività turistica, trasformando per alcune serate il cuore di Olbia in un grande palcoscenico.

La forza dell’opera si basa sui temi profondi

La forza di questa opera popolare non sta soltanto nei numeri o nella spettacolarità della messa in scena, ma nei temi che Victor Hugo aveva già messo al centro del suo romanzo quasi due secoli fa. Quasimodo, il campanaro della cattedrale, è un personaggio che la società giudica per il suo aspetto fisico, relegandolo ai margini ancora prima di conoscerne la sensibilità e la profondità. Attraverso di lui, Hugo racconta la solitudine di chi viene escluso, ma anche la possibilità di trovare dignità e amore oltre ogni apparenza. Ed è proprio questo il motivo per cui oggi Notre-Dame de Paris conserva una sorprendente attualità.

Le parole sono cambiate, ma le questioni restano: la diversità, il pregiudizio, il bisogno di inclusione, il giudizio sul corpo e sull’aspetto esteriore, la difficoltà di riconoscere il valore delle persone oltre gli stereotipi. Anche la figura di Esmeralda, una giovane donna libera e indipendente, porta con sé una riflessione ancora attuale: una donna che diventa vittima di uno sguardo di possesso, di violenza e di un sistema che fatica a riconoscere la sua autonomia. Temi che oggi ritroviamo nel dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di costruire una cultura del rispetto.

Un cast di interpreti storici e una scenografia rinnovata

Sul palco di Olbia ci sarà Giò Di Tonno, interprete storico di Quasimodo fin dal debutto italiano dell’opera, avvenuto nel 2002. Un legame artistico che dura da 25 anni e che ha accompagnato il successo di una produzione rimasta fedele alla sua identità. La struttura dello spettacolo è rimasta quella originale: “Non è mai stata cambiata neanche una nota, come richiesto da Riccardo Cocciante, suo ideatore, fin dalle origini, è stata rinfrescata un po’ la scenografia e cambiate alcune coreografie, ma per il resto è tutto come 25 anni fa”, ha spiegato Di Tonno. Il cast comprende anche Elhaida Dani, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, Gianmarco Schiaretti e Angelo Del Vecchio, alcuni dei quali sono tornati a interpretare i loro ruoli storici.

I preparativi per l’evento sono già iniziati e nel Molo Brin sono comparsi i primi segnali dell’allestimento, con i cartelli che indicano i divieti di sosta nelle aree interessate dai lavori. Il sindaco Settimo Nizzi ha rivolto un appello agli esercizi commerciali affinché, nelle serate della rappresentazione, evitino iniziative musicali in contemporanea con lo spettacolo, per garantire le condizioni necessarie a una produzione di questa importanza. Olbia si prepara così ad accogliere non soltanto un grande spettacolo, ma una storia che dopo quasi due secoli continua a porre una domanda essenziale: siamo capaci di guardare oltre le apparenze?