Moussa Sangare ritratta terza volta la confessione, ma il Dna di Sharon è sulla sua bicicletta

Moussa Sangare ritratta terza volta la confessione, ma il Dna di Sharon è sulla sua bicicletta

Moussa Sangare ritratta terza volta la confessione, ma il Dna di Sharon è sulla sua bicicletta
Moussa Sangare ritratta terza volta la confessione, ma il Dna di Sharon è sulla sua…

Moussa Sangare, 31 anni, imputato per l’omicidio di Sharon Verzeni a Terno d’Isola il 30 luglio 2024, ha nuovamente ritratto la confessione durante un’udienza in tribunale a Bergamo. L’uomo, in carcere, ha spiegato di aver confessato solo perché era stressato, ma ha rifiutato ogni addebito, sostenendo di essere stato un testimone dell’episodio. La famiglia della vittima e il suo avvocato hanno espresso disappunto, considerando la sua versione come un ulteriore sfregio alla memoria di Sharon.

Una confessione che si scontra con le prove

La dichiarazione di Sangare, che ha affermato di aver visto Sharon Verzeni litigare con un uomo e di aver accelerato per non entrare in una situazione pericolosa, si scontra con i dati raccolti dagli investigatori. Tra questi, il Dna della vittima rilevato sulla bicicletta che l’uomo aveva usato quella sera. Inoltre, Sangare aveva parlato durante la confessione di dettagli noti solo agli inquirenti e ai carabinieri che hanno condotto l’inchiesta. L’uomo ha risposto al pm dicendo che aveva appreso tali informazioni dai carabinieri.

La sua versione, tuttavia, non si concilia con le testimonianze degli adolescenti minacciati dall’uomo prima dell’assalto alla donna. Inoltre, durante la confessione, Sangare aveva rivelato dettagli di cui nessuno era a conoscenza, tranne gli inquirenti. Questo ha suscitato ulteriore preoccupazione nel nucleo familiare della vittima.

Le dichiarazioni del legale e della famiglia

L’avvocato Giacomo Maj, che difende Sangare, ha spiegato che il suo assistito ha sempre sostenuto di essere stato un testimone del fatto, senza modificare la sua versione. Tuttavia, il legale della famiglia di Sharon Verzeni, Luigi Scudieri, ha definito la sua dichiarazione come “totalmente inattendibile” e ha sottolineato come la versione di Sangare non si concili con i riscontri disponibili.

La famiglia della vittima ha espresso disappunto per la terza volta che Sangare ritra la confessione. Bruno Verzeni, padre della vittima, ha espresso rammarico, affermando che l’uomo non mostra alcun rimorso e che la sua posizione è un ulteriore sfregio alla memoria di Sharon. L’avvocato Scudieri ha sottolineato che la sua versione è inattendibile e che non c’è molto da discutere su questo punto.

La situazione rimane in sospeso, con la famiglia che continua a sperare in una giustizia piena e in un riconoscimento delle loro sofferenze. La vicenda di Moussa Sangare rappresenta un caso complesso, in cui le dichiarazioni dell’imputato si scontrano con le prove materiali e testimonianze. La famiglia di Sharon Verzeni, insieme al suo compagno Sergio Ruocco, continua a seguire con attenzione le udienze e le dichiarazioni del difensore, sperando in un chiarimento e in una giustizia che rispetti la memoria della vittima.

La terza versione di Sangare, che ha nuovamente negato ogni addebito, ha suscitato ulteriore preoccupazione. La sua dichiarazione non ha portato alcun riconoscimento o scusa per l’omicidio di Sharon Verzeni. La famiglia, insieme al legale, continua a chiedere giustizia e a sperare in un chiarimento che rispetti la verità e la memoria della vittima.