Malpensa, 18 donne arrestate per furti in ascensore: banda di ladre rom si concentrava sui turisti stranieri

A Malpensa sono state arrestate 18 donne per una banda di furti in ascensore, mirata soprattutto ai turisti stranieri.

Donne arrestate per furti in ascensore a Malpensa, concentrati sui turisti stranieri
Donne arrestate per furti in ascensore a Malpensa, concentrati sui turisti stranieri

Il 7 agosto 2026, a Malpensa, sono state arrestate 18 donne per una serie di furti commessi in ascensore e in altre aree dell’aeroporto. L’operazione, condotta dalla Polizia di frontiera, ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del gip Francesca Roncarolo, in seguito a un’inchiesta che ha ricostruito una tecnica di furto studiata, ripetuta e documentata dalle telecamere. Le donne, molte delle quali rom, hanno preso di mira soprattutto turisti stranieri, sfruttando la confusione tipica dei momenti di transito tra i terminali.

Una tecnica di furto ben organizzata

Le indagate, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, entravano negli ascensori del Terminal 1 in gruppi di tre o quattro, approfittando dei momenti di affollamento. Una volta all’interno, creavano confusione, premevano contemporaneamente diversi pulsanti, parlavano ad alta voce e si muovevano in modo da disorientare i passeggeri. Questa strategia aveva un obiettivo preciso: impedire alle vittime di accorgersi del furto. Mentre le donne si mescolavano ai passeggeri, infilavano le mani nelle borse o nelle tasche delle vittime, concentrando l’attenzione soprattutto sui turisti stranieri. Le telecamere hanno svelato dettagli cruciali. In alcuni filmati, le ladre sono state immortalate mentre sfilavano il portafoglio di un passeggero, lo aprivano per prelevare il denaro e lo riponevano nuovamente nella tasca della vittima, senza che questa si accorgesse di nulla. L’operazione ha coinvolto complessivamente 18 persone, tra cui minorenni e madri con bambini piccoli. Per alcune è stata disposta la custodia in strutture compatibili con la presenza dei figli.

Il bottino e i casi più gravi

Il bottino, in alcuni casi, non era modesto. Tra gli episodi contestati figura il furto di gioielli e diamanti custoditi nella pochette di una turista, che aveva scelto di portarli con sé invece di lasciarli nella valigia. In un altro caso, sarebbe stata portata via una maxi valigia Louis Vuitton, dal valore particolarmente elevato. Le indagini hanno anche rivelato che alcune delle donne avevano già ammesso durante gli interrogatori di utilizzare immediatamente il denaro rubato e di rivendere i gioielli.

Una delle indagate è una madre di un bambino di tre mesi. Una delle indagate, ventenne e madre di un bambino di appena tre mesi, è stata interrogata con priorità proprio per la necessità di organizzare la gestione del neonato. L’inchiesta della Polizia di frontiera ha restituito un quadro di una banda che, secondo l’accusa, ha trasformato l’aeroporto in un terreno di caccia, scegliendo come obiettivo viaggiatori spesso ignari dei rischi. La strategia delle ladre si basava sulla confusione e sull’ignoranza dei passeggeri, sfruttando i momenti di transito tra i terminali, quando i bagagli, i documenti e gli oggetti di valore sono al seguito.

L’operazione ha messo fine a una serie di furti che avevano terrorizzato i turisti e reso l’aeroporto un luogo di preoccupazione per chi vi si recava. Le donne, coinvolte in un’attività che si è protratta per un anno, sono state incastrate grazie alle immagini della videosorveglianza, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire l’intero scenario. L’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare segna un punto di svolta per la sicurezza a Malpensa.