Luca Marinelli a Fano: “Per un ottavo sono marchigiano”
Luca Marinelli a Fano: un legame con la città e un messaggio per i giovani

Un legame con la città e un messaggio per i giovani
Luca Marinelli ha conquistato il pubblico di Fano con una frase semplice ma profonda: «Per un ottavo sono marchigiano». L’attore, durante l’incontro con CineFortune, ha rivelato un legame familiare con il territorio, ricordando il bisnonno di Cagli, morto quando aveva 14 anni. «Camminando qui mi sembra di risentire il dialetto di mio nonno, che ormai in famiglia non parla più nessuno», ha detto, suscitando un’ovazione in una piazza gremita. L’evento, condotto da Luca Capannelli e Carolina Iacucci, ha visto la proiezione in lingua originale del film *Qualcuno volò sul nido del cuculo*, il «film del cuore» per Marinelli.
Un premio voluto dai ragazzi e un messaggio di speranza
Il Premio CineFortune 2026, fortemente voluto dai ragazzi dei laboratori del festival, è stato consegnato a Marinelli con una motivazione che sottolinea la sua «straordinaria capacità attoriale», la versatilità nell’interpretare personaggi ambigui e profondi, e il coraggio di sperimentare linguaggi e generi differenti. L’attore ha anche sottolineato la «responsabilità sociale e politica del lavoro di attore», un tema che ha trovato eco nel pubblico.
Doni simbolici e un film dedicato a una persona cara
Insieme al premio, Marinelli ha ricevuto tre doni simbolici legati alla città. Il primo richiama la statua della Fortuna, simbolo dell’antica Fanum Fortunae. Il secondo racconta il rapporto profondo di Fano con il mare attraverso conchiglie e coralli. Il terzo è un’opera unica di Stefano Furlani, realizzata con i sassi della Sassonia e ispirata a un fotogramma del film *Paternal Leave*, diretto dalla moglie Alissa Jung. «L’ho scelto per amore», ha spiegato Marinelli, ricordando che il film lo aveva visto per la prima volta a dieci anni, grazie a Luciana, la mamma di uno dei suoi migliori amici.
Un cinema che parla di salute mentale e speranza
Durante l’incontro, Marinelli ha affrontato temi profondi, a partire dalla salute mentale, al centro del capolavoro di Miloš Forman. «Io penso che non esistano i pazzi. Esistono persone in difficoltà, persone che soffrono e che hanno bisogno di essere curate», ha detto, sottolineando l’importanza di una società e di uno Stato che prenda maggiormente cura di chi soffre. Per lui, il cinema non è solo arte, ma anche politica: «L’arte appartiene alla comunità. Ogni film manda un messaggio. Il cinema è un lavoro collettivo e proprio per questo ha una forza enorme». Il messaggio ai giovani è stato il passaggio più applaudito
Il passaggio più apprezzato è stato quello dedicato ai giovani, incontrati nel pomeriggio durante i laboratori di CineFortune. «Mi piace confrontarmi con loro perché rivedo il fuoco che avevamo noi all’inizio. Se posso lasciare un consiglio è questo: credete nei vostri sogni, non scendete a compromessi e camminate nella direzione che avete scelto», ha detto Marinelli, con un tono che ha suscitato emozione e speranza. Al termine dell’incontro, il pubblico ha applaudito nuovamente, mentre piazza XX Settembre si è trasformata in un grande cinema all’aperto, con la proiezione in lingua originale del film che ha segnato la sua carriera.
