L’avvocato di Bossetti chiede di confrontare il Dna di Moussa Sangare con quello di Yara Gambirasio

L’avvocato di Massimo Bossetti chiede di confrontare il Dna di Moussa Sangare con quello di Yara Gambirasio, sostenendo che potrebbe esser stato lui a ucciderla.

L'avvocato di Bossetti chiede di confrontare il Dna di Moussa Sangare con quello di Yara Gambirasio
L’avvocato di Bossetti chiede di confrontare il Dna di Moussa Sangare con quello di Yara…

Un legame genetico inesplorato

L’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti, ha chiesto di confrontare il Dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio con quello di Moussa Sangare, l’uomo accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni. Salvagni sostiene che il confronto potrebbe rivelare un legame tra i due casi, pur non essendo ancora chiaro se Sangare abbia ucciso anche la tredicenne. Secondo il legale, il Dna mitocondriale di Yara e il profilo genetico di Sangare potrebbero essere simili, ma non identici, e questa discrepanza potrebbe indicare un’ipotesi di serial killer.

Il confronto del Dna è la chiave per chiarire il mistero.

La distruzione dei campioni e le accuse di frode

La difesa di Bossetti ha contestato una decisione della pm Letizia Ruggeri, che ha spostato e distrutto 54 campioni di Dna trovati sul corpo di Yara. I campioni, precedentemente conservati a temperatura bassa, sono stati scongelati e resi inutilizzabili per nuove indagini. Salvagni sostiene che questa mossa abbia ostacolato la possibilità di trovare ulteriori prove. La pm è stata indagata per frode processuale e depistaggio, e l’inchiesta è stata archiviata. La difesa ha ottenuto l’autorizzazione a analizzare i campioni, ma cinque giorni dopo, i reperti sono stati consegnati all’ufficio corpi di reato, dove sono andati distrutti.

Il Dna mitocondriale e la sua importanza

Salvagni ha sottolineato che il Dna mitocondriale, nonché il nucleare, è cruciale per l’identificazione. Secondo lui, il Dna mitocondriale di Yara e di Bossetti non corrisponde, e questo potrebbe indicare un errore nell’identificazione dell’assassino. Inoltre, il legale ha citato l’intervento di Peter Gill, esperto di genetica forense, il quale ha sostenuto che, oltre al Dna nucleare di Bossetti e al Dna mitocondriale di Yara, ci sarebbe stato anche il Dna mitocondriale di una terza persona. Questo elemento ha spinto Salvagni a chiedere un confronto con il Dna di Sangare.

Il Dna mitocondriale potrebbe rivelare un’identità diversa.

Un microcosmo di relazioni e un’ipotesi di serial killer

Salvagni ha anche sottolineato che nella Bergamasca esiste una sorta di microcosmo in cui le persone si conoscono o si relazionano, e quindi la presenza di Dna simili non è così rara. Tuttavia, il legale ha sottolineato che un piccolo cambiamento in un allele potrebbe indicare un individuo diverso. La difesa punta a analizzare gli indumenti di Yara, da cui è stato estratto il Dna di “ignoto 1”, per verificare se ci sono altre tracce analizzabili. L’obiettivo è chiarire se il Dna trovato su Yara appartenga a un altro individuo, e se questo potrebbe essere legato a Sangare.

L’ipotesi di un serial killer che abbia ucciso più vittime, tra cui Yara e Sharon Verzeni, è al centro delle indagini. L’avvocato chiede di confrontare i Dna delle due vittime, in modo da trovare eventuali collegamenti. La difesa sostiene che il Dna nucleare di Bossetti non è sufficiente a confermare la sua colpevolezza, e che il confronto potrebbe rivelare un’identità diversa.