Indonesia, agricoltori abbandonano caucciù per olio di palma

Indonesia, agricoltori abbandonano caucciù per olio di palma, riduzione produzione e impatto globale

Agricoltori indonesiani abbandonano caucciù per olio di palma, riduzione produzione e impatto globale
Agricoltori indonesiani abbandonano caucciù per olio di palma, riduzione produzione e impatto globale

Indonesia, il secondo produttore mondiale di caucciù, rappresenta il 14% della produzione globale. Tuttavia, il paese sta assistendo a un cambiamento significativo nel settore agricolo, con agricoltori come Sumaryono che abbandonano la coltivazione del caucciù per l’olio di palma. Questo spostamento potrebbe ridurre la disponibilità globale del caucciù, un materiale essenziale per settori come l’industria automobilistica e la sanità. La produzione del caucciù è calata da oltre tre milioni di tonnellate nel 2021 a circa due milioni nel 2026, mentre l’area coltivata è diminuita del 17% negli ultimi cinque anni. L’Indonesia, che rappresenta il 14% della produzione mondiale, vede un numero crescente di piccoli produttori optare per l’olio di palma, trainato da prezzi più elevati e politiche di sostituzione energetica.

Prezzi e condizioni di lavoro

La decisione di molti agricoltori di passare all’olio di palma è legata principalmente ai prezzi. Sebbene i prezzi del caucciù si siano ripresi negli ultimi due anni, hanno subito un lungo periodo di calo dopo aver raggiunto un massimo nel 2011. Al contrario, i prezzi dell’olio di palma sono aumentati durante la pandemia e sono ora supportati da obblighi di biofuel. Sumaryono, un piccolo produttore, ha convertito sette dei suoi 11 ettari negli ultimi due anni, citando problemi come l’età delle piante e la mancanza di manodopera, insieme a prezzi più alti per l’olio di palma. L’olio di palma, inoltre, richiede meno manutenzione quotidiana rispetto al caucciù, che necessita di un’attenta gestione per ottenere il succo.

Impatto sull’industria e sul mercato

Questo spostamento ha un impatto significativo sull’industria del caucciù, che è fondamentale per la produzione di pneumatici. L’Indonesia fornisce il 50% del caucciù necessario per la produzione di pneumatici, e aziende come Michelin, che possiede una piantagione di caucciù in Indonesia, hanno segnalato una riduzione significativa della produzione negli ultimi cinque anni. Un esperto di Michelin ha affermato che la riduzione della disponibilità ha ridotto la quota di approvvigionamento da Indonesia, sebbene il paese rimanga un fornitore strategico. L’Indonesia ha visto il suo caucciù SIR20 scambiato a parità o a un prezzo superiore rispetto al Thai STR20, un cambio di tendenza rispetto al passato, quando il caucciù tailandese era più costoso.

La transizione ha anche un effetto sul mercato globale, con l’Indonesia che perde quota a favore di regioni come l’Africa Occidentale. Il Côte d’Ivoire, ad esempio, ha aumentato la sua partecipazione al mercato, in particolare con l’approccio dell’Unione Europea alla fine del 2026 per la regolamentazione sul deforestamento. L’Indonesia, pur rimanendo un produttore chiave, deve affrontare sfide come la riduzione della manodopera e la scarsità di tappers qualificati, che rendono la gestione del caucciù sempre più complessa. La scelta dei produttori è guidata da un equilibrio tra reddito e sostenibilità.

Il governo indonesiano ha riconosciuto la riduzione dei prezzi del caucciù come un fattore chiave nel cambiamento, ma sta cercando di rafforzare la competitività del settore, incoraggiando i produttori a valutare gli impatti economici e sostenibili del passaggio all’olio di palma. La strategia del paese deve bilanciare le esigenze del mercato con la sostenibilità a lungo termine. L’Indonesia, pur essendo il principale produttore mondiale di olio di palma, deve affrontare la sfida di mantenere un equilibrio tra le due colture, in un contesto di mercati globali in continua evoluzione.