Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina
Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina

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Luca Carleo, dirigente lombardo del gruppo Ops, ha annunciato le sue dimissioni a un giorno dalla nomina a responsabile vicario per la Lombardia, con delega su Milano. L’annuncio è arrivato dopo che i pm hanno reso noto che il dirigente è coinvolto in un’indagine per frode da 30 milioni di euro. L’indagine, condotta dalla Procura della Repubblica guidata da Marcello Viola, ha portato a sequestri e indagini nel gruppo Ops, con accuse di manipolazioni del mercato e frodi finanziarie. Carleo, che era stato nominato ieri, ha rassegnato le dimissioni dopo che le autorità hanno iniziato a indagare sulle sue attività.
Accuse di frode e manipolazioni del mercato
Le accuse riguardano frode da 30 milioni e manipolazioni del mercato. Secondo i pm Guido Schininà e Nicola Rossato, Carleo e l’amministratore delegato del gruppo, Ciro Di Meglio, sarebbero coinvolti in condotte illecite finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale e a drenare liquidità dalle società quotate. L’indagine ha portato a sequestri di azioni e quote di quattro società, tra cui Ops eCom, Ops Italia e Ops Retail, con un totale di oltre 100mila euro di profitto riconosciuto per manipolazione del mercato. Gli interrogatori preventivi sono dieci, e le ipotesi di reato includono false comunicazioni sociali, formazione fittizia di capitale e malversazioni di erogazioni pubbliche.
Indagini su frodi finanziarie e uso distorto dei POC
Le frodi finanziarie coinvolgono l’uso distorto dei POC. Le accuse riguardano l’utilizzo artificioso dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), con il ricorso a operazioni simulate per alterare il valore dei titoli azionari. L’indagine ha incluso intercettazioni, tra cui una del marzo 2026 in cui Carleo avrebbe parlato di “far confluire” in una “bad company” gli “asset in crisi”. Le condotte contestate, in particolare dal 2025 al “duo Di Meglio-Carleo”, includono falsi in bilancio e ostacolo alle funzioni di vigilanza. La Consob ha fornito approfondimenti, ma le accuse rimangono gravi e potrebbero portare a conseguenze legali significative.
Carleo ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di dirigenza ricevuto ieri all’interno di Futuro nazionale. L’annuncio è arrivato poco dopo che il numero due del partito, Massimiliano Simoni, aveva comunicato la nomina del dirigente. L’indagine, che ha già portato a sequestri e misure cautelari, rappresenta una tegola per Vannacci, che ha già visto condannato Salvatore Varano per false fatturazioni. L’episodio mette in luce i rischi legali per i dirigenti in posizioni di responsabilità, specialmente in contesti di crisi finanziaria.
La situazione ha suscitato preoccupazioni anche all’interno del gruppo Ops, che dovrà affrontare le conseguenze di un’indagine che coinvolge due dei suoi principali esponenti. L’uso di strumenti finanziari non standard, come i POC, per manipolare il mercato e ottenere profitti personali rappresenta un reato grave, con conseguenze potenzialmente devastanti per le società coinvolte e per gli investitori. L’indagine proseguirà, con ulteriori interrogatori e verifiche, per chiarire l’estensione e l’impatto delle condotte contestate.
