Gj 3090 b, il pianeta che orbita al contrario
Un esopianeta retrogrado attorno a una nana M, il primo conosciuto. Ricerche su formazione e orientamento orbitale.
Un esopianeta ha sconvolto le teorie sulla formazione dei sistemi planetari: Gj 3090 b, il primo pianeta retrogrado conosciuto attorno a una nana M, orbita in senso opposto rispetto alla rotazione della sua stella. Questo insolito orientamento non sembra essere stato causato da interazioni gravitazionali con un pianeta esterno o una stella compagna, ma potrebbe essere un’eredità del disco protoplanetario in cui si è formato. La scoperta, pubblicata su Astronomy & Astrophysics, ha suscitato interesse nel campo dell’astronomia.
Un sistema planetario inusuale
Gj 3090 b, un sub-nettuniano con un raggio di circa 2,2 volte quello terrestre e una massa di 4,5 masse terrestre, compie un giro attorno alla sua stella, una nana rossa di tipo M2, ogni 2,9 giorni. È il pianeta più interno di un sistema che ospita anche un secondo sub-nettuniano confermato, con un periodo orbitale di 16 giorni, e un candidato della stessa classe con un periodo di 13 giorni. L’orbita di Gj 3090 b forma un angolo di circa 136 gradi con l’asse di rotazione della stella, un valore che lo colloca su un’orbita retrograda e lo rende il primo pianeta di questo tipo conosciuto attorno a una nana M.
Il suo orientamento orbitale è un’eredità del disco in cui si è formato. I ricercatori hanno rilevato che il pianeta non ha ricevuto alcun impulso esterno che potesse alterare la sua traiettoria. Questo rende unica la sua configurazione, che potrebbe essere il risultato di un processo diverso da quelli osservati in altri sistemi planetari.
Metodi di osservazione e dati
Per determinare l’orientamento dell’orbita, i ricercatori hanno utilizzato sei transiti del pianeta osservati con Nirps, lo spettrografo nel vicino infrarosso installato sul telescopio da 3,6 metri dell’European Southern Observatory (Eso) all’Osservatorio di La Silla, in Cile. Quattro transiti sono stati osservati contemporaneamente anche con Harps, lo spettrografo ad alta risoluzione nel visibile. L’analisi sfrutta l’effetto Rossiter-McLaughlin, che permette di ricavare informazioni sull’orientamento dell’orbita dallo spettro stellare. Combinando misure di velocità radiale, immagini ad alta risoluzione e dati della missione Gaia dell’Esa, i ricercatori non hanno trovato evidenze di una stella compagna lontana né di un pianeta esterno abbastanza massiccio da spiegare l’orbita osservata. Questo rende meno probabili gli scenari in cui il forte disallineamento sarebbe stato prodotto da interazioni gravitazionali avvenute dopo la formazione del sistema.
La spiegazione proposta porta all’origine del sistema. Gj 3090 potrebbe aver ricevuto, nelle ultime fasi della sua formazione, un nuovo apporto di materiale dal mezzo interstellare, con un momento angolare orientato diversamente rispetto alla rotazione della stella. Questo materiale avrebbe alimentato un secondo disco protoplanetario con un orientamento diverso da quello della rotazione stellare. Il gruppo di ricercatori è guidato da Yann Carteret dell’Université de Genève. La scoperta suggerisce che alcuni sistemi planetari potrebbero aver ereditato l’orientamento orbitale non solo dalla stella, ma anche da un’origine esterna, come un apporto di materiale interstellare. Questo apre nuove prospettive sulla formazione e l’evoluzione dei sistemi planetari.
