Flat tax sugli straordinari: in busta paga fino a 250 € in più al mese già da subito | Da settembre chiedi questi orari

Aumento in busta paga - Fonte Canva - Dentrolanotiziabreak.it
Straordinari, festivi e notturni: una nuova ipotesi di flat tax promette più soldi in busta paga. Ecco come potrebbe cambiare tutto.
Chi non ha mai pensato di accettare qualche turno extra per guadagnare un po’ di più? Tutti, almeno una volta nella vita l’hanno fatto.
Eppure, nonostante l’impegno, spesso lo stipendio cresce meno di quanto ci si aspetti. Ma perché accade?
Il motivo è semplice: tasse e contributi riducono l’effetto degli straordinari in busta paga. In sostanza, lavori tanto e poi ti tolgono tutto.
Ora, però, un’ipotesi in manovra potrebbe cambiare davvero le regole del gioco. Si parla di Flat Tax, ecco cosa potrebbe cambiare.
Una proposta che guarda ai lavoratori: aumento in busta paga
Gli stipendi sono tornati al centro del dibattito politico. Dopo settimane di discussioni concentrate su pensioni e fisco, prende forma l’idea di alleggerire il peso delle imposte sugli straordinari. La logica è chiara: trasformare ore festive, notturne o extra in un guadagno più tangibile, senza che il prelievo fiscale vanifichi lo sforzo aggiuntivo dei dipendenti.
La misura non si fermerebbe al tema della tassazione. In parallelo, si pensa a un meccanismo che incentivi le aziende a non lasciare i contratti collettivi scaduti per anni. Una piaga ben nota in Italia, dove milioni di lavoratori si ritrovano con stipendi fermi mentre i prezzi aumentano. L’idea è doppia: premiare chi rinnova velocemente e proteggere chi resta troppo a lungo con un contratto bloccato. Due binari che puntano a un obiettivo comune: stipendi più equi e buste paga finalmente adeguate.

Flat tax sugli straordinari e contratti più rapidi: cosa cambia davvero
L’ipotesi di flat tax prenderebbe spunto da quella già applicata ai premi di produttività. Si parla di un’aliquota ridotta al 5% sugli straordinari, con un tetto massimo di circa 3mila euro l’anno e riservata ai redditi fino a 80mila euro. In pratica, chi accetta turni extra o lavora nei festivi potrebbe trovarsi fino a 250 euro in più al mese in busta paga, senza che le tasse ne riducano il peso. Il capitolo contratti collettivi non è meno importante. Per i datori di lavoro che rinnovano entro sei mesi dalla scadenza scatterebbero vantaggi fiscali, come imposte dimezzate o aliquote agevolate sugli aumenti per tre anni.
Per i lavoratori, invece, se dopo due anni dalla scadenza non arriva un rinnovo, scatterebbe l’adeguamento automatico degli stipendi al costo della vita, fino al 5% annuo. Una sorta di paracadute contro l’inflazione. Resta aperta la questione delle coperture: il governo potrebbe cercare un accordo con le banche, anche se non tutti i partiti sono favorevoli. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se queste misure entreranno davvero in manovra o resteranno solo ipotesi. Intanto, l’idea di portare più soldi netti nelle tasche dei lavoratori accende le aspettative.