Fine vita, il cardinale Zuppi: «La Chiesa è contraria, ma la politica decida»

Il cardinale Zuppi e Luca Zaia discutono il fine vita: Chiesa contraria, politica deve decidere.

Due leader discutono il fine vita in un dialogo rispettoso e schietto
Due leader discutono il fine vita in un dialogo rispettoso e schietto

Il cardinale Matteo Maria Zuppi e il presidente del Veneto Luca Zaia hanno discusso il tema del fine vita in un incontro rispettoso e schietto, durante il video-podcast “Il Fienile” del leghista Zaia. Il dibattito, che ha visto il prelato e il presidente confrontarsi su posizioni diverse, ha evidenziato la contrarietà della Chiesa al fine vita, ma anche l’urgenza di una legge da parte della politica. La Chiesa, ha sottolineato Zuppi, non riconosce il fine vita come diritto, ma come impegno di vicinanza e cura. La politica, invece, deve decidere, ha concluso l’arcivescovo di Bologna, al vertice della Conferenza episcopale italiana.

La Chiesa contraria, la politica deve decidere

Il cardinale Zuppi ha espresso chiaramente la posizione della Chiesa, contraria all’eutanasia e al suicidio assistito, anche se in alcuni casi potrebbe essere depenalizzato. «Per la Chiesa non è un diritto», ha detto, «ma un impegno di vicinanza e cura». L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza delle cure palliative e ha criticato la mancanza di accesso a queste in alcune regioni. «In Emilia Romagna, il 40% non è garantito», ha osservato, evidenziando una lacuna nella sanità. La Chiesa, ha aggiunto, non riconosce il fine vita come diritto, ma come un’azione che deve essere accompagnata da empatia e rispetto.

La politica deve legiferare, la Chiesa ricorda i principi. Il cardinale ha sottolineato che il ruolo della Chiesa è ricordare i principi con molta chiarezza e i politici devono trarre da questo le decisioni conseguenti. «Il fine vita non può mai diventare un diritto», ha aggiunto, «ma deve essere accompagnato da empatia e rispetto». Il problema, ha sottolineato, è che il malato non aspetta la legge e c’è il rischio che si abbia una differenza di trattamento tra le Regioni, oppure che chi decide sia il giudice.

Un dibattito tra due posizioni

Luca Zaia, pur non condividendo la posizione della Chiesa, ha riconosciuto la sofferenza e la disperazione di chi si trova in situazioni critiche. «Ero ministro quando si discuteva della sospensione dell’alimentazione artificiale a Eluana Englaro», ha ricordato, citando la donna morta a Udine nel 2009. Il presidente del Veneto ha espresso preoccupazione per i rinvii e la mancanza di decisioni da parte del Parlamento. «Troppi rinvii», ha detto, «e troppo tempo perso». Il cardinale Zuppi ha riconosciuto l’esistenza di un punto d’incontro tra le posizioni, ma ha sottolineato la necessità di un confronto più costruttivo. «Nello spirito costituente, i partiti che in alcuni casi quasi si ammazzavano, nel confronto hanno scelto un fondamento comune», ha osservato.

La Chiesa non riconosce il fine vita come diritto. Il cardinale ha chiarito che per la Chiesa il fine vita non è un diritto, ma un impegno di vicinanza e cura. «Togliamo la sofferenza e manteniamo l’umanità, anche nella fragilità», ha concluso. Il tema, attuale e procrastinato, sarà dibattuto sia dal Veneto che dal Parlamento dopo l’estate. La politica, ha sottolineato Zuppi, deve legiferare, ma la Chiesa deve ricordare i principi con chiarezza.

Il dibattito tra Zuppi e Zaia ha evidenziato una contrapposizione di posizioni, ma anche un’apertura a un confronto costruttivo. La Chiesa, contraria al fine vita, ha chiesto una legge da parte della politica, mentre il presidente del Veneto ha espresso preoccupazione per i rinvii e la mancanza di decisioni. Il tema, attuale e procrastinato, sarà dibattuto sia dal Veneto che dal Parlamento dopo l’estime. Il fine vita, ha sottolineato Zuppi, non può mai diventare un diritto, ma deve essere accompagnato da empatia e rispetto.