Emergenza siccità, allarme dagli alpeggi: gli allevatori del Cuneese a rischio premi Pac

Alto rischio siccità - Fonte Pixabay - Dentrolanotiziabreak.it
Siccità Piemonte 2025: negli alpeggi del Cuneo mancano acqua e foraggio. Gli allevatori rischiano di perdere premi Pac e aiuti regionali.
In estate le montagne dovrebbero essere sinonimo di verde rigoglioso e pascoli pieni di vita. Ma gli alpeggi del Piemonte si presentano in modo molto diverso.
Quest’anno il panorama è cambiato drasticamente: prati arsi, mandrie in difficoltà, fonti d’acqua ridotte a rivoli. Una situazione critica che richiede un intervento immediato.
Cosa succede quando la natura smette di sostenere chi vive di agricoltura? Quali sono le difficoltà a cui si fa incontro?
Il rischio non riguarda solo gli allevatori, ma l’intero equilibrio di un territorio che da secoli trova forza negli alpeggi.
Alpeggi Cuneo in crisi: siccità e mandrie senza foraggio
Nelle valli del Piemonte, e in particolare negli alpeggi del Cuneese, la stagione estiva 2025 si sta rivelando tra le più dure degli ultimi anni. La siccità ha trasformato i pascoli in distese gialle, senza più il foraggio necessario ad alimentare le mandrie. A questo si aggiunge la carenza d’acqua: abbeverare gli animali è diventato un problema quotidiano, con enormi difficoltà logistiche e costi in continuo aumento.
I margari, custodi di un mestiere antico, si trovano davanti a un bivio. Restare in quota significa affrontare rischi per la salute del bestiame, con animali stanchi e debilitati. Ma scendere a valle troppo presto, con la cosiddetta demonticazione anticipata, può significare perdere i premi Pac e gli aiuti del Csr, fondamentali per la sopravvivenza delle aziende agricole di montagna. Una scelta senza via d’uscita che mette in luce tutta la fragilità del settore di fronte ai cambiamenti climatici.

Emergenza agricola 2025: la richiesta di deroghe alla Regione Piemonte
Di fronte a questa situazione, le associazioni agricole locali – Confagricoltura e Coldiretti Cuneo in prima linea – hanno lanciato un appello urgente alla Regione Piemonte. La richiesta è chiara: riconoscere la siccità e le alte temperature come condizioni di forza maggiore, così da permettere agli allevatori la demonticazione anticipata senza perdere le premialità comunitarie.
Secondo i rappresentanti di categoria, non si tratta di un capriccio organizzativo ma di una vera emergenza agricola 2025. La sopravvivenza delle aziende di montagna dipende anche da questi sostegni economici, che garantiscono la continuità di un lavoro essenziale per la tutela del territorio e per la qualità delle produzioni locali. Se la Regione interverrà con una deroga, gli allevatori potranno affrontare i prossimi mesi con un minimo di serenità. Al contrario, senza risposte rapide, il rischio è di veder crollare un patrimonio fatto di tradizioni, identità e comunità montane che da secoli alimentano la vita delle vallate. Urge una soluzione per evitare il peggio, si attendono aggiornamenti e proposte in merito.