Dati di localizzazione militari ancora accessibili, Congresso chiede spiegazioni
Dati di localizzazione militari disponibili per acquisto, Congresso chiede chiarimenti su misure di sicurezza.

Le tracce di localizzazione dei militari americani sono ancora accessibili attraverso dati commerciali, e il Congresso chiede spiegazioni. I legislatori hanno espresso preoccupazioni per la persistente disponibilità di dati di localizzazione legati a personale militare, nonostante i tentativi del Dipartimento della Difesa (DoD) di limitarne l’accesso. L’argomento ha portato a richieste di un’indagine da parte dell’Inspector General del DoD, poiché i responsabili cercano di comprendere perché tali dati siano ancora accessibili. Il DoD ha intrapreso misure per disattivare gli identificatori pubblicitari sui dispositivi governativi, ma non ha completamente eliminato il rischio che i dati di localizzazione siano venduti a terzi. La situazione ha suscitato un dibattito più ampio sulla privacy dei dati e sul ruolo delle aziende tecnologiche nel proteggere informazioni sensibili.
Le misure del DoD non hanno eliminato del tutto il rischio
Varie unità del militare americano, tra cui l’Esercito, l’Aeronautica, la Marina, la Marina dei Marines e il Comando Operazioni Speciali, hanno confermato di aver disattivato gli identificatori pubblicitari sui dispositivi governativi per proteggere i propri membri da tracciamenti. Questa misura mira a impedire la raccolta e la vendita di dati di localizzazione a terzi. Tuttavia, il DoD ha riconosciuto che questa azione non ha interrotto del tutto la disponibilità dei dati di localizzazione legati ai militari. L’argomento era già noto dal 2016, quando il DoD aveva preso coscienza del rischio rappresentato dalla vendita di tali dati. Nonostante i passi fatti, recenti segnalazioni indicano che i dati di localizzazione provenienti da strutture del DoD continuano a essere disponibili, sollevando gravi preoccupazioni riguardo all’efficacia delle misure di sicurezza attualmente in vigore.
Le aziende tecnologiche non hanno modificato i loro identificatori pubblicitari. Zach Edwards, ricercatore di minacce presso Infoblox, ha sottolineato che, sebbene i militari abbiano disattivato gli identificatori pubblicitari sui dispositivi governativi, i dati di localizzazione possono comunque essere accessibili attraverso dispositivi personali utilizzati da personale e contrattisti. Questo ha sollevato preoccupazioni circa la possibilità che tali dati vengano condivisi con entità estere, specialmente in paesi come la Russia e la Cina, dove le aziende tecnologiche non sono soggette alle stesse normative di privacy degli Stati Uniti. Queste aziende, ha spiegato Edwards, hanno l’obbligo di condividere tali dati con i loro governi senza possibilità di appello o di notifica esterna.
Il Congresso chiede un’indagine approfondita
Il senatore USA Ron Wyden (D-OR) e il rappresentante Pat Harrigan (R-NC) hanno chiesto un’indagine approfondita sulle politiche del DoD, che ritengono non sufficienti a interrompere il flusso di dati di localizzazione. Hanno sollecitato la CIO del DoD, Kirsten A. Davies, a prendere ulteriori misure per mitigare il rischio, tra cui garantire che gli identificatori pubblicitari siano disattivati su tutti i dispositivi personali utilizzati all’interno delle strutture del DoD o all’estero. I legislatori hanno espresso delusione per il fatto che Google e Apple non abbiano effettivamente modificato i loro identificatori pubblicitari, nonostante sia stato documentato che sono il principale elemento di dati utilizzato dai broker per collegare e vendere i dati di localizzazione dei dispositivi mobili.
Le aziende tecnologiche straniere non sono soggette alle stesse normative. Edwards ha spiegato che, sebbene alcuni stati come la California, il Vermont, il Texas e l’Oregon abbiano registri dei broker dei dati, non è noto se esistano registri per aziende tecnologiche russe o cinesi. Queste aziende, ha sottolineato, collaborano con editori e app mobili occidentali per raccogliere dati comunque. Questo ha reso necessario un maggiore controllo e una maggiore trasparenza per garantire la protezione dei dati sensibili del personale militare.
La situazione mette in luce i continui sfidimenti nel bilanciamento tra privacy dei dati e sicurezza nazionale. Sebbene il DoD abbia intrapreso passi significativi per proteggere i militari, la persistente disponibilità dei dati di localizzazione sottolinea la necessità di un controllo più rigoroso e una maggiore supervisione. Man mano che i legislatori chiedono maggiore trasparenza e responsabilità, il dibattito sulla sicurezza dei dati e il ruolo delle aziende tecnologiche nel proteggere informazioni sensibili è destinato a intensificarsi. L’esito dell’indagine potrebbe influenzare future politiche volte a prevenire l’abuso dei dati di localizzazione e garantire la sicurezza dei militari americani.
