Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro condanna all’ergastolo

Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro condanna all’ergastolo

Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro condanna all’ergastolo
Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro condanna all’ergastolo

La famiglia di Saman Abbas, la diciottenne di Novellara assassinata e sepolta il 1° maggio 2021, ha depositato ricorsi in Cassazione contro la condanna all’ergastolo emessa in secondo grado per i genitori e i cugini coinvolti nell’omicidio. I ricorsi, presentati dalle difese dei cugini Ikram Ijaz e Noman Ul Haq, contestano la sentenza della Corte d’Assise d’Appello e chiedono l’annullamento delle condanne. La sentenza di secondo grado, emessa in aprile, ha riformato il verdetto di primo grado, condannando i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen all’ergastolo per omicidio e soppressione di cadavere, con aggravanti di premeditazione e motivi abietti. I cugini, inizialmente assolti in primo grado, sono stati riconosciuti responsabili di omicidio e soppressione, con la stessa condanna. La pena dello zio Danish Hasnain, che trovò il cadavere della ragazza un anno e mezzo dopo l’omicidio, è stata aumentata da 14 a 22 anni.

Contestazione della sentenza di secondo grado

Nelle 288 pagine presentate dalle difese dei cugini, gli avvocati Mariagrazia Petrelli e Luigi Scarcella sostengono che la sentenza impugnata non si basa su una valutazione imparziale del compendio probatorio, ma su una lettura selettiva e confermativa costruita a partire dal pregiudizio della colpevolezza e dell’esistenza della premeditazione. La sentenza non è una verifica, ma una dimostrazione a posteriori della tesi assunta sin dall’inizio. I ricorsi contestano otto motivi, tra cui l’aggravante della premeditazione e la partecipazione dei cugini nell’omicidio. La famiglia di Saman Abbas, che aveva rifiutato un matrimonio combinato e frequentava un altro ragazzo, è stata accusata di una vita troppo libera e occidentale per le usanze della famiglia.

Le difese dei genitori e dello zio

Le difese dei genitori, assistiti rispettivamente dagli avvocati Sheila Foti e Simone Servillo, hanno depositato ricorsi alla Corte suprema. Lo zio Danish Hasnain, assistito dall’avvocato Liborio Cataliotti, ha visto la sua pena aumentata da 14 a 22 anni. In primo grado, il tribunale aveva annullato le aggravanti, permettendo a Hasnain di fruire dello sconto di un terzo della pena per la sua precedente richiesta di rito abbreviato. La famiglia di Saman Abbas, che ha visto il figlio ucciso e sepolto in una fossa, continua a cercare giustizia attraverso i ricorsi in Cassazione.

La sentenza di secondo grado ha riconosciuto la premeditazione e i motivi abietti, condannando i genitori all’ergastolo e i cugini a una pena simile. La famiglia, però, non si arrende e continua a cercare un riesame della sentenza, sperando in un esito diverso. La causa, che ha scosso l’opinione pubblica e suscitato dibattiti su diritti, tradizioni e giustizia, rimane in fase di impugnazione.