Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta difesa Bossetti: non può esaminare reperti
Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta difesa Bossetti di esaminare reperti. Difesa chiede ulteriori accertamenti ma viene bocciata.

La Corte d’Assise di Bergamo, in qualità di giudice dell’esecuzione, ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, di procedere a ulteriori accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora conservati. La decisione, resa in un provvedimento di 12 pagine, ha ritenuto non ammissibile la richiesta, sottolineando che non esiste alcun dubbio in ordine alla presenza del DNA del condannato sull’indumento intimo della vittima. La difesa, rappresentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, aveva chiesto di esaminare i reperti in possesso della Procura, ma la Corte ha ritenuto che tali accertamenti non potrebbero portare a un risultato diverso rispetto a quanto già stabilito nel processo.
richiesta difesa non accettata
La richiesta della difesa di Bossetti, emersa solo dopo la recente consegna della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma, è stata respinta a causa della mancanza di specificità e della novità della prova. La Corte ha sottolineato che la richiesta non risponde a criteri di specificità né di novità, poiché si tratta di una rivalutazione di aspetti già trattati nel corso del processo. Inoltre, la Corte ha ritenuto che l’attività difensiva, volta alla ricerca di tracce non investigate e profili genetici differenti, non potrebbe modificare in modo sostanziale il quadro probatorio che ha portato alla condanna di Bossetti.
La difesa aveva anche chiesto di ricevere in formato Excel, in forma anonima, il file contenente le caratterizzazioni genetiche eseguite dal Ris. La Corte ha respinto questa richiesta, affermando che l’elenco cartaceo, reso disponibile in formato ingrandito, è pienamente leggibile e consultabile. L’avvocato Salvagni ha espresso la sua delusione, ricordando che ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per Cassazione e oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente, ha detto Salvagni, aggiungendo che la difesa non deve vedere né ora né mai quei campioni e quei reperti, né per la revisione né per altro.
prossimi passi e preoccupazioni
La difesa ha annunciato che farà sicuramente un nuovo ricorso per Cassazione, il nono, e che pensa sia giunto il momento che sia investita anche qualche Procura della Repubblica per approfondire le evidenti anomalie e capire se queste siano l’indice di qualche reato. L’avvocato Enrico Pelillo, che insieme al collega Andrea Pezzotta rappresenta i genitori di Yara Gambirasio, ha affermato: Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo. La situazione rimane delicata e i legali della difesa continuano a cercare vie per ottenere ulteriori informazioni e chiarimenti su quanto è avvenuto nel processo.
