Contagi in aumento in Italia, nuove varianti e sintomi da monitorare

Contagi in aumento in Italia e nuove varianti del virus. Sintomi da monitorare e misure di protezione raccomandate.

Il Sars-CoV-2 continua a circolare in Italia e in diversi paesi, con segnali di crescita osservati con l’arrivo dell’autunno. L’aumento dei contagi, pur non indicando un ritorno all’emergenza, richiede attenzione soprattutto per proteggere le persone più vulnerabili. Non ci sono al momento indicazioni che le varianti attualmente sotto sorveglianza stiano causando forme di Covid più gravi rispetto a quelle precedenti. L’epidemiologo Antoine Flahault ha sottolineato un incremento osservabile anche attraverso indicatori come accessi al pronto soccorso e visite mediche, inserendo il fenomeno in una ripresa riscontrata in Europa, Stati Uniti e Asia.

Varianti in circolazione e dati globali

Secondo i dati dell’OMS, la variante XFG è passata dal 29% delle sequenze depositate a livello mondiale nella settimana terminata il 26 luglio al 49% in quella conclusa il 23 agosto. L’ECDC, nell’aggiornamento del 25 settembre, ha indicato XFG come variante dominante nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. Al momento, nessuna delle varianti monitorate dall’agenzia europea è classificata come «variant of concern», ovvero variante di preoccupazione. La sorveglianza italiana, attraverso il sistema coordinato dall’Istituto superiore di sanità e la piattaforma I-Co-Gen, continua a seguire l’evoluzione genetica del virus.

Nei 28 giorni compresi fra il 10 agosto e il 6 settembre 2026, 57 paesi hanno comunicato complessivamente 69.575 nuovi casi di Covid-19, contro 47.506 nel periodo precedente. In 30 paesi delle Americhe, dell’Europa e del Sud-est asiatico l’incremento dei casi segnalati ha superato il 10%. L’OMS precisa però che la forte riduzione dei test e dei sistemi di segnalazione rende questi numeri largamente lacunosi e dunque inadatti a stimare con precisione quante persone si infettino realmente.

Sintomi e misure di protezione

I sintomi del virus rimangono sostanzialmente simili a quelli osservati in precedenza, con febbre, tosse, mal di gola e stanchezza tra le manifestazioni più comuni. Tuttavia, il virus si presenta con una notevole variabilità da persona a persona. L’età continua a influenzare la reazione al virus, con differenze significative tra neonati, bambini, adulti e anziani. La protezione delle persone fragili, immunodepresse e in gravidanza rimane una priorità.

Le indicazioni del ministero della Salute raccomandano a chi risulta positivo di adottare le precauzioni utilizzate contro le altre infezioni respiratorie: indossare una mascherina chirurgica o FFP2 quando si entra in contatto con altre persone, rimanere a casa se si hanno sintomi, curare l’igiene delle mani ed evitare ambienti affollati e contatti con persone a rischio. In Italia, la positività al Sars-CoV-2 non comporta più l’obbligo di isolamento, ma il ministero della Salute invita a rivolgersi telefonicamente al medico di famiglia, al pediatra o alla continuità assistenziale in presenza di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, riservando i numeri di emergenza alle situazioni di effettiva necessità.

Il quadro è dunque quello di un virus che continua a evolvere e a produrre nuove fasi di circolazione, ma senza indicazioni di un aumento della gravità delle forme di malattia. La circolazione del virus, sebbene in aumento, non è paragonabile alle grandi ondate pandemiche. La ripresa dei casi, non un ritorno all’emergenza, va tenuta nelle giuste proporzioni, con attenzione soprattutto alle persone più esposte alle conseguenze severe dell’infezione. La ripresa dei casi, non un ritorno all’emergenza, va tenuta nelle giuste proporzioni, con attenzione soprattutto alle persone più esposte alle conseguenze severe dell’infezione. La protezione delle persone fragili, immunodepresse e in gravidanza rimane una priorità. La positività al Sars-CoV-2 non comporta più l’obbligo di isolamento, ma il ministero della Salute raccomanda precauzioni simili a quelle utilizzate contro altre infezioni respiratorie: uso della mascherina chirurgica o FFP2, igiene delle mani e limitazione dei contatti con persone a rischio.