Clan D’Alessandro e Cesarano monopolizzano sgomberi comunali a Castellammare di Stabia

Scoperto il sistema di appalti illegali per sgomberi a Castellammare di Stabia, con coinvolgimento di clan e parentele.

Comune di Castellammare di Stabia, operai e imprese legate a clan, sgomberi di immobili abbandonati
Comune di Castellammare di Stabia, operai e imprese legate a clan, sgomberi di immobili abbandonati

Castellammare di Stabia, 30 luglio 2026 – L’affare degli immobili pubblici ha rivelato un sistema di appalti illegale che ha visto il monopolio di due clan criminali, i D’Alessandro e i Cesarano, nel controllo degli interventi di sgombero e bonifica. L’inchiesta degli 007 del Viminale ha svelato come contratti diretti siano stati assegnati a ditte legate a soggetti contigui ai clan, con conseguenze gravi per la gestione pubblica. L’analisi ha evidenziato una rete di parentele, interessi e operazioni che ha portato a un controllo su interi quartieri, con un impatto negativo sulla gestione comunale.

Il sistema di appalti e il monopolio dei clan

La gestione degli immobili pubblici e dei servizi di sgombero ha visto un’organizzazione di appalti diretti, con l’assegnazione di contratti a ditte legate a clan criminali. L’affidamento diretto di interventi di bonifica e svuotamento ha permesso a società come la F.lli Amita S.r.l. di operare senza controlli esterni, con un sistema che ha favorito i rapporti con i clan. L’analisi degli atti ha rivelato una serie di irregolarità, tra cui un ribasso percentuale modificato e un’assenza di tracciabilità. L’affidamento diretto ha permesso a ditte come la F.lli Amita S.r.l. di operare senza controlli esterni, con un sistema che ha favorito i rapporti con i clan.

La rete di parentele tra i membri delle ditte e i clan è stata una chiave per comprendere il sistema di appalti. L’amministratore unico della F.lli Amita S.r.l., Gianfrancesco Amita, è stato legato a Ferdinando Cesarano, figlio della sorella del boss attualmente detenuto in carcere. La società FUTURA ASFALTI S.r.l., in cui Amita e Cesarano erano soci, ha permesso un’interazione tra i clan e le ditte. L’analisi ha rivelato una rete di contatti che ha favorito l’accesso a contratti pubblici, con conseguenze gravi per la gestione comunale.

Le conseguenze e il rischio per la gestione pubblica

Le conseguenze del sistema di appalti illegale sono state gravi per la gestione pubblica. L’affidamento diretto di contratti ha portato a un aumento delle spese pubbliche, con un sistema che ha favorito i clan. L’analisi ha rivelato un aumento delle spese per manutenzioni e servizi di “somma urgenza”, con un sistema che ha favorito i clan. L’affidamento diretto ha permesso a ditte come la F.lli Amita S.r.l. di operare senza controlli esterni, con un sistema che ha favorito i rapporti con i clan.

La figura di Carlo Nastelli, fratello del consigliere Giovanni, è emersa come un punto chiave nel sistema. L’indagine ha rivelato che Nastelli è stato coinvolto in diverse operazioni, tra cui l’indagine “Gettonopoli” e l’inchiesta della Dda di Napoli. La sua parentela con i clan ha permesso un accesso privilegiato a contratti pubblici, con conseguenze gravi per la gestione comunale. L’analisi ha rivelato una rete di contatti che ha favorito l’accesso a contratti pubblici, con conseguenze gravi per la gestione comunale.