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A Villanova d’Asti il primo comandante donna di una Compagnia dell’Arma astigiana

VILLANOVA D’ASTI – A poco più di un mese dalla partenza per la natia terra calabra (incaricato di guidare la Compagnia di Vibo Valentia) del catanzarese capitano Gianfranco Pino, dal 17 settembre scorso la Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti è ufficialmente guidata da un nuovo ufficiale.

Un passaggio di consegne in qualche modo “storico”, poiché l’arrivo al comando della più grande e popolosa delle tre Compagnie (le altre due sono quella di Asti e quella di Canelli) che compongono il Comando Provinciale del capitano Chiara Masselli, comporta anche il primo incarico di tale rilevanza assegnato nell’Astigiano ad un ufficiale donna, a 18 anni dall’apertura dell’Arma all’arruolamento femminile.

Trentadueenne originaria di Terni, laureata in Giurisprudenza, coniugata con un collega pari grado ora in forza nel Torinese e madre di due bimbi, nonostante la giovane età, la neo comandante può già vantare un curriculum di grande rilevanza. Giunta a Villanova da Treviso, dove ha operato nello staff del locale Comandante Provinciale, maturando ampia e variegata esperienza, ha al suo attivo anche un precedente incarico quale “Gender Advisor” (Politiche di genere all’interno delle Forze Armate) presso il COESPU (Center of Excellence for Stability Police Units – Centro di Eccellenza per le Unità di polizia di stabilità) di Vicenza.

Il capitano Masselli ritratta, nel corso della presentazione stampa avvenuta questa mattina, con il comandante provinciale ten. col. Pierantonio Breda

Ovvero – come orgogliosamente sottolineato dal comandante provinciale, ten. col. Pierantonio Breda, a margine della presentazione della collega – «Un centro d’eccellenza per la polizia internazionale, la cui gestione è affidata all’Arma dei Carabinieri, nato nel 2005 quando si è compreso che le forze impiegate dai vari Paesi in missioni di pace da sole non erano più sufficienti». Presso il COESPU, in sostanza, viene formato personale destinato ad operazioni di “peacekeeping” in aree destabilizzate da conflitti più o meno recenti.

Ed ora, appunto, il passaggio al comando di una Compagnia che, per tramite delle Stazioni dislocate sul territorio, ha competenza su ben 52 Comuni: in sostanza poco meno della metà dei 118 che compongono l’intera provincia. Un impegno gravoso che l’ufficiale, ottava donna in forza al Comando Provinciale dall’inizio dell’arruolamento femminile, sta affrontando visitando uno ad uno i vari centri, piccoli e grandi, di sua competenza.

«E’ un territorio vasto e frastagliato – ha affermato nel corso dell’incontro con i giornalisti locali – che voglio cercare di conoscere al meglio, anche grazie alla collaborazione con i sindaci, il cui ruolo è ancora molto “sentito”, in particolare nei paesi più piccoli, perché sono convinta che si debba operare affinché nessun residente si senta in qualche modo “abbandonato”». «Lavorerò – ha concluso – affinché la presenza dell’Arma dei Carabinieri venga percepita e apprezzata».

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