Caparra al Fisco, entro settembre devi dargli l’anticipo di 1.200€ | Chi non paga perde tutti gli sconti del 2026

Raccomandata da Agenzia delle Entrate

Raccomandata da Agenzia delle Entrate - Fonte Pexels - Dentrolanotiziabreak.it

Entro settembre i contribuenti dovranno affrontare una novità del Fisco con anticipo obbligatorio: chi non paga rischia di perdere tutto.

Un autunno caldo si prospetta per i contribuenti italiani, chiamati a fare i conti con nuove regole fiscali.

Molti si chiedono cosa accadrà a chi non si adeguerà entro le scadenze fissate.

Un anticipo obbligatorio potrebbe fare la differenza tra restare in regola o perdere benefici futuri.

E mentre si attendono conferme ufficiali, le indiscrezioni delineano già uno scenario che non lascia scampo. Ecco di cosa si tratta e come devi prepararti.

Una scadenza del Fisco che non si può ignorare

Il prossimo settembre potrebbe segnare un passaggio cruciale per chi ha pendenze con il Fisco. Da settimane, infatti, si rincorrono voci su un pagamento anticipato che metterebbe i contribuenti davanti a una scelta obbligata: rispettare i termini oppure rinunciare a opportunità di risparmio nel 2026. Non si tratta di un importo simbolico, ma di un vero e proprio acconto che, se non versato, comporterebbe conseguenze significative.

Gli esperti parlano di una manovra studiata per garantire allo Stato un flusso immediato di entrate, tutelando al tempo stesso chi intende regolarizzare i propri conti. Un meccanismo che, se confermato, rappresenterebbe una novità importante rispetto alle procedure precedenti, meno rigide sul fronte delle prime rate. L’anticipo, quindi, diventa non solo un dovere ma anche un lasciapassare per accedere a condizioni più vantaggiose in futuro.

Cartella esattoriale
Cartella esattoriale

Una misura che ti riguarda da vicino se hai ricevuto cartelle esattoriali

La misura in questione riguarda la cosiddetta rottamazione quinquies, destinata a entrare nella prossima Legge di Bilancio. Dopo mesi di rinvii e modifiche, la sanatoria sembra ormai pronta a essere presentata con emendamenti che ne definiranno i dettagli. L’impianto rimane quello di una pace fiscale flessibile, con pagamenti dilazionati fino a 120 rate in dieci anni e la possibilità di decadere solo dopo otto mancati versamenti, anche non consecutivi. Non tutti, però, potranno beneficiarne. Saranno esclusi coloro che in passato hanno sfruttato le rottamazioni solo per congelare pignoramenti o fermi amministrativi senza chiudere i debiti. Per i contribuenti con importi elevati, invece, scatterà l’obbligo di un anticipo del 5% sui debiti oltre i 50.000 euro. Un modo per garantire immediatamente un gettito certo allo Stato, lasciando però ampi margini di dilazione per il resto.

In alcuni casi, per debiti minori e più datati, potrebbe persino essere previsto un saldo e stralcio, seguendo la scia delle sanatorie precedenti. Un esempio pratico: per capire meglio, si può pensare a un contribuente con un debito di 60.000 euro: con le nuove regole, dovrebbe versare subito un anticipo di 3.000 euro, pari al 5% dell’importo complessivo. Solo dopo questo pagamento iniziale potrebbe accedere alla dilazione in 120 rate mensili, evitando così di perdere gli sconti previsti e mantenendo aperta la possibilità di rientrare gradualmente del debito.