La battaglia mediatica di Garlasco: esposto dei Cappa, denuncia a Infante e revisione di Stasi
Nuovo scontro tra famiglia Cappa e difesa di Stasi nel caso Garlasco, con esposto pubblicato e denuncia a Milo Infante.

Il caso Garlasco, ormai diventato un simbolo di una battaglia giudiziaria e mediatica senza fine, ha visto nuovi sviluppi in poco tempo. L’esposto presentato da Stefania Cappa, la sorella di Chiara Poggi, ha aperto un fronte nuovo, con accuse di costruzione di una “regia mediatica” volta a sostenere l’innocenza di Alberto Stasi e a spostare l’attenzione verso la famiglia Cappa. L’esposto, reso pubblico il 24 agosto, ha suscitato reazioni immediate e ha portato a nuove denunce e intercettazioni, alimentando un confronto tra le parti coinvolte. La questione non riguarda solo l’omicidio di Chiara Poggi, ma anche il modo in cui il caso è stato raccontato e le accuse circolate pubblicamente.
Un esposto che scatena un dibattito
L’esposto di Stefania Cappa, depositato il 22 aprile e reso pubblico il 24 agosto, contiene ricostruzioni, registrazioni audio e lavoro di un investigatore privato. Secondo la famiglia Cappa, sarebbe stata costruita una rappresentazione mediatica finalizzata a sostenere l’innocenza di Stasi e a indirizzare l’attenzione investigativa verso soggetti estranei al delitto. Le accuse, che dovranno essere valutate dalla magistratura, non equivalgono a un’accertamento di responsabilità. Il fascicolo milanese non è nato questa settimana, ma già nei mesi scorsi la Procura aveva aperto procedimenti a seguito delle denunce presentate dalla famiglia e da altri protagonisti della vicenda.
La situazione si è ulteriormente complicata con l’emissione di un’intercettazione tra Stefania Cappa e il padre Ermanno, resa pubblica il 25 agosto. La scelta di diffondere materiale proveniente dalle carte giudiziarie ha alzato il livello dello scontro, portando a nuove accuse e contestazioni. Il 26 agosto, Stefania Cappa ha denunciato Milo Infante per ricettazione, accusandolo di aver mostrato in trasmissione il contenuto dell’atto depositato dalla cugina di Chiara. Secondo il legale di Stefania Cappa, il problema riguarda la provenienza e la diffusione di un documento legato a un’indagine ancora in corso. La magistratura dovrà stabilire se esistano profili penalmente rilevanti.
Infante ha reagito duramente in diretta, definendo l’accusa grave e sostenendo di viverla come un’intimidazione rispetto al proprio lavoro giornalistico. Ha inoltre raccontato di aver informato Mauro Crippa, direttore generale dell’Informazione Mediaset, e di aver ricevuto il sostegno dell’azienda. Il paradosso è evidente: una vicenda nata da un esposto che denuncia una presunta macchina mediatica intorno a Garlasco ha generato, nel giro di quarantotto ore, un nuovo caso mediatico e giudiziario.
La battaglia tra ricostruzioni contrapposte
Il caso, insomma, diventa sempre più una battaglia tra ricostruzioni contrapposte. Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha reagito immediatamente all’esposto, definendolo «uno dei più grandi autogol» mai visti. Ha respinto l’idea di aver partecipato a una strategia finalizzata a indirizzare le indagini o a colpire la famiglia Cappa. Secondo il documento, sarebbe iniziata nel 2022 una serie di contatti e iniziative che la famiglia Cappa interpreta come parte di una presunta strategia. De Rensis ne offre una lettura opposta, sottolineando che Stefania Cappa aveva già contattato il legale per proporre la partecipazione a convegni sportivi, un elemento che considera incompatibile con la ricostruzione dell’esposto.
La famiglia Cappa ha sostenuto che sarebbe stata costruita una rappresentazione mediatica finalizzata a sostenere l’innocenza di Stasi e a spostare l’attenzione verso altri soggetti, tra i quali proprio i Cappa. Accuse che dovranno naturalmente essere valutate dalla magistratura e che non equivalgono all’accertamento di alcuna responsabilità. Il fascicolo milanese non nasce peraltro questa settimana. Già nei mesi scorsi la Procura di Milano aveva aperto procedimenti a seguito delle denunce presentate dalla famiglia e Antonio De Rensis, De Giuseppe e Marchetto risultavano indagati per diffamazione nell’ambito di uno dei fascicoli.
La magistratura dovrà stabilire se esistano o meno profili penalmente rilevanti. Il paradosso è evidente: una vicenda nata da un esposto che denuncia una presunta macchina mediatica intorno a Garlasco ha generato, nel giro di quarantotto ore, un nuovo caso mediatico e giudiziario. Le querele diventano un’inchiesta parallela all’inchiesta. Il programma Verità Nascoste – Il Diario ha affrontato il tema delle numerose iniziative giudiziarie partite negli ultimi mesi dalla famiglia Cappa. Il programma le ha riassunte con la formula delle «cento querele», mentre gli atti della Procura di Milano già nei mesi precedenti fotografavano una situazione eccezionale: decine di procedimenti scaturiti da denunce di familiari di Chiara contro
