Basilicata e il Pnrr: il 21% dei fondi spesi, un ritmo lento rispetto alla media nazionale
La Basilicata ha speso solo il 21% dei fondi del Pnrr, un ritmo inferiore alla media nazionale. I dati del monitoraggio mostrano un divario tra le regioni.

La Basilicata, pur avendo ricevuto un portafoglio di 2,39 miliardi di euro distribuiti su 9.751 progetti, ha speso solo il 21% dei fondi disponibili, un dato che la colloca cinque punti sotto la media nazionale. La regione, che si appresta a concludere la fase di esecuzione materiale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), deve affrontare una corsa contro il tempo per completare le rendicontazioni e le prove documentali entro le scadenze fissate. La situazione, come rileva un recente dossier di monitoraggio, mette in luce un divario tra la Basilicata e le altre regioni italiane, che si attestano a una media di chiusura finanziaria del 26,2%. Il rischio, per una regione che viaggia a marce ridotte, è che il sogno di una rinascita economica e sociale tramite il NextGenerationEU si trasformi nell’ennesimo elenco di opere incompiute.
La transizione ecologica al centro del piano
La Missione 2, dedicata alla Rivoluzione verde e alla transizione ecologica, rappresenta il pilastro principale del piano regionale, con un budget di 774,36 milioni di euro. Questo fondo, destinato a progetti di sostenibilità e tutela ambientale, riflette la necessità della Basilicata di superare la tradizionale dipendenza dall’estrazione di idrocarburi e di valorizzare il proprio patrimonio naturale. La regione, che ha sempre oscillato tra questi due modelli, deve ora trovare un equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. La Missione 3, con 541,27 milioni di euro, si concentra sulla mobilità sostenibile, mentre la Missione 1, con 443,44 milioni, si occupa della digitalizzazione e dell’innovazione.
La gestione dei fondi mostra un divario tra enti locali e grandi player. Le Società per Azioni (S.p.A.) controllano il 37,17% dei fondi complessivi, con un volume di 888 milioni di euro, principalmente legati a grandi infrastrutture e progetti di connettività. I Comuni, pur essendo il terzo soggetto attuatore, si attestano al 14,35% delle risorse, con circa 343 milioni di euro. Questo dato sottolinea le difficoltà dei piccoli comuni nell’affrontare la complessità burocratica dei bandi europei. La Regione, invece, gestisce direttamente il 10,57% dei fondi, dimostrando una capacità di intervento diretto su alcuni settori strategici.
La mappa geografica degli investimenti
La distribuzione geografica dei fondi mostra un netto sbilanciamento tra le due province. Potenza, con un miliardo di euro distribuiti su 6.510 progetti, si conferma il fulcro degli investimenti, con il 32,1% dei cantieri conclusi. Matera, invece, ha ricevuto 619,20 milioni di euro per 3.103 interventi, con una percentuale di completamento del 27,2%. Un terzo paniere, pari a 773,91 milioni di euro, è destinato a circa 200 progetti complessi di carattere sovraregionale o interprovinciale, che vedono la collaborazione tra le amministrazioni locali.
La Regione ha avviato audizioni e tavoli di monitoraggio per garantire la tenuta del sistema sanitario. La corsa contro il tempo è in corso. La Regione, attraverso la giunta Bardi, ha sottolineato l’urgenza di non sprecare l’occasione irripetibile offerta dal Pnrr, soprattutto in settori vitali come la telemedicina e la ristrutturazione degli ospedali di comunità. Con il termine della fase di esecuzione materiale già superato, gli enti attuatori hanno pochissimi giorni per completare le rendicontazioni e le prove documentali. Il rischio, per una Basilicata che viaggia a marce ridotte rispetto al resto d’Italia, è che il sogno di una rinascita economica e sociale si trasformi nell’ennesimo elenco di opere incompiute.
