Un anno dopo l’aggressione, l’omicidio di Sanzio Montori viene riconosciuto come diretta conseguenza
Un anno dopo l’aggressione, l’omicidio di Sanzio Montori viene riconosciuto come diretta conseguenza

Un anno dopo l’aggressione che ha portato alla morte di Sanzio Montori, un pensionato di 88 anni di Santarcangelo, il procedimento giudiziario ha visto un importante sviluppo. La Procura ha stabilito un nesso causale diretto tra l’assalto del 9 agosto 2025 e il decesso dell’anziano, avvenuto il 16 gennaio 2026. L’88enne, dopo essere stato colpito con calci, pugni e un’arma da taglio, ha trascorso cinque mesi in ospedale, con interventi chirurgici, riabilitazione e un progressivo aggravamento delle sue condizioni di salute. La causa del decesso è ora riconosciuta come conseguenza diretta dell’aggressione.
L’aggressione del 9 agosto 2025
La vicenda ha origine da un episodio avvenuto nel centro storico di Rimini, dove un 29enne, originario della provincia di Salerno e attualmente sottoposto a misura di sicurezza in una Rems, ha aggredito Sanzio Montori. Secondo la ricostruzione, il giovane, uscito dal carcere pochi giorni prima, ha chiesto due euro di elemosina all’anziano, che ha rifiutato. In seguito, l’imputato lo ha afferrato da dietro, lo ha fatto cadere a terra e lo ha colpito con calci e pugni, prima di impugnare una grossa forbice e infierire su di lui con diversi fendenti.
Le ferite riportate hanno determinato un progressivo decadimento fisico e cognitivo. I referti medici hanno evidenziato un traumatismo con ferita penetrante al torace, fratture costali multiple e lesioni a fegato, milza e rene. I medici hanno annotato un progressivo decadimento cognitivo, infezioni e la necessità di incrementare le terapie. Prima dell’aggressione, Sanzio Montori viveva da solo, guidava l’automobile e conduceva una vita indipendente. Dopo l’attacco, non è più riuscito a tornare a casa e ha dovuto essere trasferito in una casa di riposo, dove è deceduto il 16 gennaio.
La consulenza medico-legale e il reato aggravato
La svolta dell’inchiesta è arrivata grazie alla consulenza medico-legale della dottoressa Donatella Fedeli, che ha confermato il legame tra l’aggressione e la morte. Secondo la specialista, il decesso dell’anziano è causalmente riconducibile all’assalto del 9 agosto. Nella ricostruzione dell’accusa, le gravissime ferite riportate quel giorno avrebbero determinato l’ospedalizzazione, il lungo allettamento, il progressivo decadimento fisico e cognitivo e, infine, la morte sopraggiunta cinque mesi dopo. Il procedimento è in corso e l’udienza preliminare è fissata al 23 settembre. La Procura ha riqualificato l’originaria contestazione di tentato omicidio in omicidio volontario aggravato, considerando i futili motivi, l’età della vittima e la recidiva. Nel processo si è costituita parte civile Rita Montori, figlia unica della vittima, assistita dall’avvocato Maurizio Ghinelli. Il legale sostiene che il padre abbia perso progressivamente ogni capacità di vivere in autonomia, fino al ricovero definitivo nella struttura assistenziale, dove è poi deceduto.
La Procura ha disposto anche una perizia psichiatrica, secondo la quale l’imputato sarebbe stato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. L’omicidio di Sanzio Montori rappresenta un caso drammatico che mette in luce le conseguenze devastanti di atti di violenza non solo fisica, ma anche psicologica e sociale. La giustizia, attraverso il processo, dovrà verificare se l’aggressione del 2025 abbia effettivamente portato alla morte dell’anziano, come afferma la Procura.
