L’influencer Rita De Crescenzo e la scimmietta sui social: un dibattito su animali selvatici e contenuti virali
L’influencer Rita De Crescenzo mostra una scimmietta sui social, suscitando polemiche su animali selvatici e uso in contenuti virali.

L’influencer Rita De Crescenzo ha suscitato indignazione e dibattito su social media dopo aver condiviso video in cui mostra una giovane scimmia, apparentemente vestita e trattata come un animale da compagnia. La vicenda, avvenuta durante un soggiorno a Sharm el-Sheikh in Egitto, ha acceso un dibattito sul rapporto tra influencer, animali selvatici e contenuti realizzati per ottenere visualizzazioni. Le immagini, che mostrano la scimmia tenuta in braccio e lavata in una camera d’albergo, hanno suscitato reazioni da parte di associazioni e utenti preoccupati per il rispetto degli animali.
La scimmia e le sue esigenze etologiche
La scimmia, molto giovane e probabilmente appartenente alla specie Chlorocebus sabaeus, è stata sottratta al normale contesto di vita, privandola delle cure parentali. Questo tipo di separazione precoce può avere conseguenze significative sul suo sviluppo comportamentale. L’animale, che non è originario dell’Egitto, è stato probabilmente catturato e portato in una struttura turistica, dove è stato utilizzato per creare contenuti destinati ai social. L’uso di animali selvatici in contesti non naturali solleva preoccupazioni per le loro esigenze fisiche, sociali e comportamentali.
La separazione precoce può compromettere il benessere e lo sviluppo di un primate.
Le regole in Egitto e il rischio di normalizzazione
Nel 2026, l’Egitto ha rafforzato le regole relative all’utilizzo degli animali nelle strutture turistiche, vietando l’impiego di animali selvatici in spettacoli o attività di intrattenimento. Tuttavia, il caso di Rita De Crescenzo mette in luce un problema più ampio: la normalizzazione del trattamento di animali selvatici come oggetti di intrattenimento. Mostrare una scimmia vestita e nutrita con un biberon può trasmettere l’idea che possedere un primate sia qualcosa di normale o desiderabile, senza considerare le complesse esigenze di questi animali. La vicenda ha suscitato l’interesse di associazioni come EARTH, che ha sottolineato l’importanza di proteggere non solo la scimmia in questione, ma anche altre specie che possono subire separazioni precoci. La presidente Valentina Coppola ha richiamato l’attenzione anche su casi simili, come quelli dei pappagalli venduti da imbecco, sottolineando come la separazione precoce possa danneggiare il loro sviluppo.
Un doppio binario tra attenzione e indifferenza
L’associazione EARTH ha anche evidenziato un fenomeno che viene definito “doppio binario”: l’opinione pubblica tende a reagire con maggiore forza davanti alla sofferenza di animali nei quali è più facile riconoscere comportamenti simili a quelli umani, mentre altre specie ricevono un’attenzione decisamente inferiore. Questo fenomeno potrebbe spiegare perché la scimmietta di Rita De Crescenzo abbia suscitato reazioni così forti, mentre altri animali selvatici potrebbero non ricevere lo stesso tipo di attenzione.
La vicenda di Rita De Crescenzo non riguarda solo l’uso di un animale selvatico per creare contenuti, ma soprattutto le sue esigenze etologiche e le circostanze in cui è stato sottratto al suo ambiente naturale. La forte reazione provocata dai video dovrebbe andare oltre il singolo personaggio e riguardare il modo in cui rappresentiamo gli animali selvatici e la facilità con cui un essere vivente può essere trasformato in un oggetto di intrattenimento.
