Vacanze accessibili per chi vive con disabilità: l’Oasi Santa Rita a Porto Recanati offre un’opportunità unica

L’Oasi Santa Rita a Porto Recanati offre vacanze accessibili per persone con disabilità e caregiver. Un progetto non profit per garantire benessere e inclusione.

Un luogo accessibile per persone con disabilità e caregiver, con spiaggia e strutture dedicate, a Porto Recanati
Un luogo accessibile per persone con disabilità e caregiver, con spiaggia e strutture dedicate, a Porto Recanati

Le vacanze estive per chi vive con disabilità o è caregiver diventano un’esperienza complessa, spesso impossibile da realizzare. A Porto Recanati, in provincia di Ancona, la Fondazione Santa Rita da Cascia sta realizzando un progetto che potrebbe cambiare la vita di migliaia di famiglie: l’Oasi Santa Rita, una struttura ricettiva non profit pensata per accogliere persone con disabilità, caregiver e familiari in un contesto accessibile e inclusivo. L’obiettivo è offrire a chi si prende cura di un congiunto fragile la possibilità di riposarsi, rigenerarsi e vivere un’esperienza di vacanza come tutti.

Un progetto per chi non può vivere la vacanza come tutti

La solitudine e le barriere architettoniche rendono le vacanze estive un sogno irraggiungibile per molte persone con disabilità e per i loro caregiver. Agnese Graciotti, 58 anni, madre di un figlio con disturbo dello spettro autistico, racconta come la vita familiare si muova intorno ai bisogni del figlio, limitando la possibilità di vivere un’esperienza di libertà. “La vacanza non è superflua. È qualcosa che rende la vita piena”, dice Agnese, che insieme ad altri genitori ha fondato Liberinsieme Lab, un centro di aggregazione per ragazzi con disabilità e non.

La vacanza non è solo un desiderio, ma un diritto che va garantito a chi vive con fragilità.

L’Oasi Santa Rita, situata a Porto Recanati, è progettata per offrire un’alternativa reale alle vacanze tradizionali. La struttura, che si svilupperà in un immobile fronte mare di proprietà delle monache agostiniane, sarà trasformata in un luogo accessibile, inclusivo e aperto alla relazione. I caregiver potranno affidare i congiunti fragili al personale specializzato e godersi la spiaggia, dedicarsi alle cure o semplicemente riposarsi. “L’importante è essere accettati e che l’ambiente sia libero”, sottolinea Rita Esposto, 69 anni, che vive con una tetraparesi spastica e fa parte del direttivo di AviMarche, un’associazione che promuove il diritto alla vita indipendente.

Un luogo accessibile per tutti, inclusi i caregiver

La struttura prevede appartamenti accessibili, una spiaggia attrezzata, personale qualificato e spazi per attività culturali e sociali. L’obiettivo è garantire un’ospitalità solidale, con tariffe agevolate e accesso gratuito per chi non può sostenere i costi. “La struttura era un albergo, poi acquistato dal Monastero Santa Rita da Cascia per ospitare le ‘apette’ di Santa Rita, bambine in situazioni di disagio”, spiega Monica Guarriello, direttrice generale della Fondazione Santa Rita da Cascia. Il progetto, in fase di realizzazione, prevede un budget di circa 5 milioni di euro per i primi cinque anni.

La realizzazione dell’Oasi Santa Rita nasce da una visione concreta: garantire a chi vive con disabilità e ai loro caregiver il diritto alla vacanza.

Il progetto, che prevede la riqualificazione di un immobile chiuso da prima del Covid, è in fase di completamento. La campagna di raccolta fondi, avviata in occasione della festa di Santa Rita, si chiude il 31 agosto. L’Oasi Santa Rita, attiva dal 2029, potrebbe offrire vacanze a circa 500 persone all’anno, con un budget quinquennale che supera i 5 milioni di euro. Per chi vive con disabilità, il progetto rappresenta un passo avanti verso una vita piena, con la possibilità di godersi il mare, la libertà e la relazione con gli altri.