Fiocco, il capretto strappato alla sua famiglia: la proprietaria chiede il ritorno dopo il prelievo
Una donna chiede il ritorno del capretto Fiocco, strappato alla sua famiglia, dopo un prelievo da parte delle autorità.

La storia di Fiocco, un animale d’affezione strappato alla sua famiglia
La proprietaria Emanuela ha raccontato la sua vicenda alla redazione di Amore a Quattro Zampe, sostenendo che Fiocco, un capretto nano di due anni, non rappresenti un animale da reddito, ma un vero e proprio animale d’affezione. Cresciuto in casa e in giardino, Fiocco è abituato a vivere libero accanto a lei. La donna ha spiegato che l’animale è diventato un sostegno emotivo durante il suo percorso di recupero psicologico dopo un episodio di aggressione da parte di un cane. La situazione sarebbe cambiata soltanto dopo una grave controversia personale con gli stessi proprietari dell’immobile in cui viveva. La donna ha sporto denuncia per presunti atti persecutori e stalking, e da quel momento sarebbe iniziata una ritorsione culminata con la segnalazione della presenza del capretto alle autorità.
Fiocco è sano e negativo alla brucellosi, come confermato da esami eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e dalla ASL. Secondo la donna, non vi sarebbe alcun rischio di carattere igienico-sanitario legato alla presenza del capretto. Tuttavia, il capretto è profondamente provato dalla separazione. La proprietaria ha potuto constatare personalmente le sue condizioni e descrive un animale che trema, piange continuamente e rifiuta la reclusione.
Il prelievo improvviso e la richiesta di ritorno
La mattina del 31 luglio 2026, agenti della Polizia Locale di Rocca di Papa e personale della ASL Roma 6 si sono presentati presso la sua abitazione senza alcun preavviso. Secondo la sua testimonianza, avrebbe chiesto un termine per regolarizzare la situazione o comunque il tempo necessario per trasferire Fiocco nella nuova abitazione che starebbe per raggiungere. La donna sostiene inoltre che il capretto sarebbe stato portato via senza che le venisse notificata un’ordinanza o consegnato un provvedimento scritto, circostanza che le avrebbe impedito di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa. Ora, Fiocco vive chiuso in un box e soffre, a causa del distacco improvviso.
La donna ha subito un disturbo da stress post-traumatico a causa dell’episodio. L’aggressione da parte di un cane le avrebbe provocato oltre cento punti di sutura e, soprattutto, un disturbo da stress post-traumatico. Sarebbe stato proprio durante il percorso di recupero psicologico che sarebbe arrivato Fiocco. Il piccolo capretto, racconta la proprietaria, sarebbe diventato giorno dopo giorno un sostegno emotivo costante, una presenza capace di aiutarla ad affrontare ansia e paura.
La proprietaria spiega di essere prossima al trasferimento in una nuova abitazione dotata di terreno agricolo, dove intenderebbe aprire il previsto Codice Stalla e regolarizzare completamente la posizione di Fiocco. Per questo motivo rivolge un appello alle istituzioni affinché venga valutato un affidamento temporaneo del capretto fino al completamento dell’iter amministrativo. Secondo quanto riferisce, il sindaco di Rocca di Papa le avrebbe comunicato di non poter intervenire. La proprietaria ritiene invece che possa essere individuata una soluzione provvisoria che consenta a Fiocco di tornare temporaneamente con lei, evitando ulteriori sofferenze. La vicenda resta aperta e coinvolge aspetti amministrativi, sanitari e legati al benessere animale. La storia di Fiocco è una vicenda che merita di essere approfondita e chiarita in ogni suo aspetto. La redazione resta a disposizione per pubblicare eventuali precisazioni o repliche da parte degli organi coinvolti.
