Sismi in Giappone bloccano produzione automobilistica
Sismi in Giappone causano interruzione nella produzione automobilistica.

Un sisma blocca la produzione automobilistica in Giappone
Un sisma di magnitudo 7,1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud del Giappone, causando l’interruzione delle linee di montaggio delle principali aziende automobilistiche. Toyota, Honda e Nissan hanno dovuto sospendere le attività nei loro impianti, a causa di danni alle infrastrutture e di misure di sicurezza. L’effetto domino ha interessato non solo i produttori, ma anche i loro fornitori, con conseguenze a livello globale.
La regione di Kyushu, cuore dell’industria automobilistica giapponese
L’isola di Kyushu, considerata il “polmone industriale” del Giappone, ha visto le linee di assemblaggio fermarsi in pochi secondi. La regione concentra più del 10% della produzione nazionale, con circa 1,2 milioni di veicoli assemblati ogni anno. L’interruzione ha messo in pericolo le consegne in Europa e Nord America, con un impatto significativo sulle catene di approvvigionamento globali.
Toyota, leader mondiale, ha immediatamente sospeso l’attività nei suoi tre principali impianti nella zona, tra cui l’usina di Miyata, dove vengono prodotti modelli Lexus. L’uscita di circa 5000 veicoli è stata cancellata a causa dell’interruzione di tre giorni. Inoltre, il sistema kanban, che richiede la consegna precisa delle parti ogni minuto, ha costretto l’azienda a sospendere le linee di produzione anche in un’installazione a oltre 600 km dall’epicentro. Questo sistema ha reso la ripresa estremamente complessa.
Nissan ha ridotto la velocità di produzione nei suoi due impianti di Kyushu, causando ritardi nella consegna dei modelli X-Trail, Patrol e Infiniti QX80. Honda, invece, ha dovuto chiudere l’usina di motocicli di Ozu a causa di infiltrazioni d’acqua e danni alle condotte. La situazione ha creato un clima di ansia tra i fornitori, specialmente quelli di seconda e terza linea, che gestiscono componenti essenziali per la produzione. La mancanza di una singola parte può compromettere l’intero processo.
Le conseguenze di un sistema produttivo estremamente preciso
La regione di Kumamoto ospita anche aziende come Renesas Electronics, il secondo produttore mondiale di microcontrollori per l’industria automobilistica. Durante il sisma, l’usina di Kawashiri ha subito danni alle condotte d’acqua e al soffitto, costringendo a una completa disinquinazione delle aree di produzione. In un settore in cui anche una singola particella di polvere può danneggiare un wafer di silicio, la ripresa richiede un lavoro estremamente attento.
Altri fornitori, come Aisin e Ahresty, hanno fermato le loro macchine per verificare l’integrità delle installazioni. Anche se i dieci anni di rafforzamento delle strutture e diversificazione delle fonti hanno evitato un collasso totale, i danni alle condotte e alle macchine di precisione richiedono un lavoro di regolazione micrometrica. Questo processo non è semplice e richiede tempo.
La storia del Giappone mostra che i sismi non sono nuovi per l’industria automobilistica. La catastrofe di Tohoku nel 2011 ha causato un danno di 5,6 miliardi di dollari. Un altro sisma nel 2016 ha danneggiato un’installazione di Aisin, bloccando Toyota per settimane. La combinazione di un sistema produttivo estremamente preciso e una geografia a rischio sismico rende il Giappone un punto critico per l’industria globale. La produzione automobilistica è in grave pericolo. Le conseguenze di questa interruzione si faranno sentire nei prossimi mesi, con ritardi nei piani di produzione e costi aggiuntivi per le concessionarie. L’industria automobilistica mondiale, dipendente in modo significativo dal Giappone, dovrà affrontare un periodo di incertezza. La situazione richiede una gestione attenta e tempestiva.
