Mercati serali a Bari: un’alternativa in discussione tra sacrifici e opportunità
Bari prova i mercati serali: operatori divisi tra sacrifici e opportunità.

Da oggi a Bari si riparte con i mercati serali, un’esperienza che ha suscitato reazioni contrastanti tra gli operatori. L’apertura serale, che va dalle 16 alle 21, è stata introdotta come alternativa ai tradizionali mercati mattutini, ma non tutti la vedono come una soluzione ideale. Gli operatori, che spesso frequentano anche i mercati della Bat la mattina, segnalano difficoltà logistiche e un aumento del carico di lavoro. Al tempo stesso, alcuni vedono nell’orario serale un’opportunità per raggiungere clienti che evitano i mercati all’aperto per il caldo estivo.
Un’alternativa in discussione
«Non dico di fare solo aperture serali – conclude Paolo Gonnella, rappresentante Cisl dei mercatali – ma magari alternare le settimane, come già l’amministrazione ha disposto di fare». L’idea di alternare i turni, per ridurre l’impatto sui commercianti, è vista come un’alternativa equilibrata. Tuttavia, per Andrea Nazzarini, presidente della Fiva Puglia, «le aperture serali dovrebbero essere solo straordinarie». Secondo lui, la soluzione non è nel cambiare orario, ma nel lasciare agli operatori la libertà di scegliere l’organizzazione che meglio si adatta alle loro esigenze.
Difficoltà logistiche e confusione
«C’è un problema di orari – aggiunge Nazzarini – molta gente la mattina dei giorni classici previsti per lo svolgimento del mercato si reca sul posto convinta di trovare le bancarelle, e invece non è così». La confusione derivante dal calendario variabile nel corso della stagione ha portato a un’informazione insufficiente per i clienti. Molti avventori, convinti di trovare i mercati al mattino, si trovano di fronte a postazioni che sono state spostate al pomeriggio. Per alcuni operatori, questa situazione crea un disallineamento tra aspettative e realtà.
La mancanza di informazione ha portato a un calo del numero di clienti. «Gli utenti d’estate non vengono a girare tra le bancarelle con 30 gradi all’ombra – aggiunge Gonnella – e infatti molti miei colleghi a mezzogiorno o anche prima iniziano a smontare le postazioni». I ricavi, in alcuni casi, non coprono nemmeno le spese basilari, con un guadagno medio di 200 euro per la mattinata. Per Gonnella, il problema non è solo il caldo, ma anche la rigidità delle tradizioni e la mancanza di un cambio di mentalità da parte degli operatori.
«I mercati ormai stanno scomparendo e il vero motivo non è da imputare all’estate, alla gente che va al mare o alla concorrenza degli altri negozi», sottolinea Gonnella. Secondo lui, il problema è che gli operatori sono ancora troppo legati alle tradizioni. «Il primo turno di mercati serali a luglio ha riscosso molto successo di pubblico, e tanti miei colleghi hanno ammesso di aver riscontrato un aumento dei ricavi». La dimostrazione, per Gonnella, sta nel fatto che i mercati serali possono rappresentare un’alternativa valida, soprattutto in un contesto in cui i centri commerciali offrono un’esperienza diversa, con aria condizionata e bar.
La soluzione non è nel cambiare orario, ma nel rispettare le scelte degli operatori. «Due settimane non ti stravolgono la vita, anzi sono un motivo in più per incentivare il commercio», conclude Gonnella. Per lui, l’esperienza di Bari potrebbe diventare un modello anche per altri territori. Tuttavia, per Nazzarini, la soluzione non è nel cambiare orario, ma nel rispettare le scelte degli operatori e nel non imporre una soluzione unica a tutti. La discussione continua, ma il dibattito tra sacrifici e opportunità sembra essere il tema principale di questa nuova fase dei mercati a Bari.
