No-show al ristorante: la carta a garanzia potrebbe ridurre i costi

Un manager di ristorazione propone l’uso della carta a garanzia per ridurre i no-show e i costi di gestione.

Un manager di un ristorante propone l'uso della carta a garanzia per ridurre i no-show e i costi di gestione
Un manager di un ristorante propone l’uso della carta a garanzia per ridurre i no-show e i costi di gestione

Un manager di un ristorante stellato a Roma ha lanciato una proposta per ridurre i costi legati ai no-show, introducendo la carta a garanzia come strumento già utilizzato negli hotel. Ramona Anello, titolare del ristorante All’Oro, ha spiegato come il sistema attuale, che richiede l’uso di piattaforme esterne per gestire le prenotazioni, comporti costi elevati per i locali. La soluzione proposta è l’uso diretto del Pos per bloccare una somma sulla carta del cliente, come già fatto negli alberghi.

Un sistema già utilizzato negli hotel

La carta a garanzia, già in uso negli hotel per bloccare le prenotazioni, potrebbe essere un’alternativa efficace anche per i ristoranti. Secondo i dati dell’Osservatorio Incrementoo-Ristorazione 2025, il 12,8% delle prenotazioni si conclude con un no-show, mentre il 33,8% delle prenotazioni non si concretizza come previsto. La carta a garanzia, se utilizzata correttamente, potrebbe ridurre il tasso di no-show del 58%, portandolo dal 12,8% al 5,4%. Inoltre, la carta a garanzia riduce le mancate presentazioni del 32%, grazie ai promemoria inviati tramite e-mail, sms o WhatsApp.

La carta a garanzia non è solo una misura di tutela, ma un strumento che riduce i costi per i ristoranti. La proposta di All’Oro non è di eliminare le piattaforme, ma di permettere ai ristoranti di scegliere tra un gestionale completo o l’uso del Pos per la carta a garanzia. Questo potrebbe evitare i costi aggiuntivi e rendere la tutela delle prenotazioni più accessibile a tutti i locali.

Costi elevati per i ristoranti

La gestione delle prenotazioni attraverso piattaforme esterne comporta costi elevati per i ristoranti. All’Oro, ad esempio, utilizza un programma digitale gestito da ResDiary e Stripe, che richiede un canone e commissioni altissime. Il sistema permette di far rispettare la policy, ma il costo finale per il ristorante è notevole. La manager ha spiegato che il sistema, pur utile, finisce per incidere su una quota ben più ampia delle operazioni, non solo sulle prenotazioni non rispettate. La carta a garanzia, se utilizzata direttamente attraverso il Pos, potrebbe ridurre i costi e semplificare la gestione. La proposta di All’Oro rappresenta un passo avanti per ridurre i costi e migliorare la gestione delle prenotazioni. La carta a garanzia, se utilizzata correttamente, potrebbe diventare un’alternativa efficace per i ristoranti, riducendo i no-show e i costi legati alla gestione delle prenotazioni.

La scelta di introdurre la carta a garanzia nasce da un episodio che Ramona Anello ricorda ancora oggi. Durante il primo Capodanno, il ristorante aveva quasi riempito il locale, ma due o tre tavoli non si presentarono, causando un danno economico significativo. Da allora, per le ricorrenze più delicate, All’Oro ha iniziato a chiedere un anticipo del 50%. Il sistema, inizialmente gestito manualmente, è diventato più complesso con l’espansione del locale e la necessità di gestire prenotazioni in modo più efficiente.

La proposta di All’Oro rappresenta un passo avanti per ridurre i costi e migliorare la gestione delle prenotazioni. La carta a garanzia, se utilizzata correttamente, potrebbe diventare un’alternativa efficace per i ristoranti, riducendo i no-show e i costi legati alla gestione delle prenotazioni. La soluzione, però, richiede un’adeguata regolamentazione e una collaborazione tra i gestori e le piattaforme di pagamento.