Trattoria alla Madonna non è in vendita, Lucio Rado smentisce voci di cessione agli albanesi
Trattoria alla Madonna non è in vendita, Lucio Rado smentisce voci di cessione agli albanesi

VENEZIA – La Trattoria alla Madonna non è in vendita, né è in discussione una cessione agli albanesi. Lo smentisce pubblicamente Lucio Rado, titolare del locale di Rialto, che ha portato avanti l’attività fondata nel 1954 dal padre Fulvio. La voce circolava da mesi, alimentata da un passaparola impazzito, tanto da aver convinto Rado a smentire la notizia per mettere fine alle chiacchiere infinite. «Non è vero, non è in vendita», precisa Rado, che ha rassicurato i clienti e persino i vicini di zona, alcuni dei quali si sono preoccupati per questa falsa notizia.
Un passaparola che ha creato confusione
La bufala è nata probabilmente per un errore di comunicazione. Rado spiega che la cessione della gestione dell’hotel Savoia e Jolanda, che la sua famiglia aveva acquistato nel 1988, ha dato origine a un malinteso. «La città, in questo, è un paesino. Così dalla cessione della gestione dell’albergo si sono inventati la vendita della Madonna», spiega. L’hotel, che era stato acquistato insieme ad altri soci, ha visto tutti gli altri soci andarsene nel tempo, e Rado ha acquistato le ultime quote da Giorgio Fantin, un fiorista amico del padre. I lavori di ristrutturazione sono in corso da un anno, e l’albergo sarà gestito da una catena milanese che aprirà a ottobre.
La crisi del settore e la concorrenza straniera
Rado parla di una crisi del settore ristorazione, in particolare per i locali tradizionali come il suo. «Chi fa qualità è in crisi», dice, sottolineando come i ristoranti che mantengono la tradizione, con costi elevati per il personale e la continuità del lavoro, siano svantaggiati rispetto a quelli che operano con metodi più economici. «Tra cinesi e albanesi si stanno acquistando tutte le attività a Venezia», osserva, riferendosi a una tendenza che ha visto molti locali tradizionali essere venduti a nuovi arrivati. «Non vedo un grande futuro per la ristorazione di qualità», conclude Rado, che riconosce come il turismo non manchi, ma non si senta in grado di attrarre i visitatori necessari.
Il ristoratore, che ha 68 anni e ha dedicato la sua vita al lavoro, spiega che la sua decisione di non vendere il locale è legata anche al passaggio generazionale. «I miei figli hanno scelto altre strade», dice, aggiungendo che il tema del futuro della trattoria sarà affrontato nei prossimi anni. «La Madonna è un pezzo di cuore, 70 anni di fatiche di mio padre e mie», dice Rado, che ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, ma non vede un grande futuro per la ristorazione di qualità. «Non è un caso che stiano vendendo tanti ristoranti buoni di veneziani: da Montin a Mario alla Fava, solo per citarne un paio», osserva, senza entrare nel dettaglio.
Rado conclude con un appello alle istituzioni locali, auspicando un maggiore sostegno per i locali tradizionali. «Mi piacerebbe che le nostre istituzioni cittadine avessero un occhio di riguardo verso i locali tradizionali, rispetto a tanti cinesi o albanesi che hanno certi addentellati», dice, sottolineando l’importanza di un equilibrio nel settore. «Sarebbe giusto giocare tutti con le stesse carte», conclude, con un tono di speranza ma anche di preoccupazione per il futuro del ristorante tradizionale a Venezia.
