Pavel Durov, fondatore di Telegram, ricercato per aver facilitato attività terroristiche in Russia

Pavel Durov, fondatore di Telegram, è ricercato per aver facilitato attività terroristiche in Russia, secondo l’Fsb.

Un uomo mostra il dito medio mentre si siede di fronte a una telecamera, con un fondo di schermata di Telegram
Un uomo mostra il dito medio mentre si siede di fronte a una telecamera, con un fondo di schermata di Telegram

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, è stato incluso nella lista dei ricercati da parte delle autorità russe per l’utilizzo della sua piattaforma, che avrebbe facilitato attività terroristiche. L’incriminazione è stata resa nota dal servizio di intelligence interna del paese, l’Fsb, che ha spiegato i motivi dell’azione. Durov, nato in Russia, ha lasciato il paese nel 2014 e ha acquisito le cittadinanze francese e degli Emirati arabi uniti. Attualmente risiede a Dubai, dove ha sede la sua società. L’Fsb ha accusato Durov di non aver accettato la richiesta di rimuovere canali e bot utilizzati da servizi speciali ucraini e organizzazioni terroristiche per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo in Russia.

Telegram e il controllo delle telecomunicazioni in Russia

In Russia, l’accesso a Telegram, così come a WhatsApp, è bloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni. Tuttavia, le istituzioni, compreso l’ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, continuano a utilizzare la app fondata nel 2013 da Durov per diffondere notizie. Gli utenti, inoltre, riescono a accedervi grazie all’utilizzo di sistemi per aggirare il blocco, come i Vpn. Durov, noto per la sua crociata contro i limiti alla libertà di messaggistica online, si è scontrato in passato anche con le autorità di Paesi della UE, arrivando ad essere incarcerato due anni fa in Francia. L’Fsb ha collegato l’uso di Telegram a un’attività di spionaggio e reclutamento di giovani russi da parte di agenti ucraini.

Secondo l’Fsb, agenti dei servizi ucraini, fingendosi donne, avrebbero utilizzato il servizio di incontri Leonardo Dayvinchik per contattare giovani russi e spingerli ad azioni di sabotaggio o terroristiche. Dal luglio dello scorso anno, sono stati arrestati 46 giovani e giovanissimi in diverse regioni della Russia, che, dopo aver frequentato il servizio incriminato, hanno compiuto aggressioni contro membri delle forze dell’ordine e atti di sabotaggio contro infrastrutture energetiche e dei trasporti. L’incriminazione di Durov è legata a questa attività, con l’accusa di non aver accettato la richiesta di rimuovere canali e bot utilizzati da servizi speciali ucraini e organizzazioni terroristiche.

Una risposta con il dito medio

L’inserimento nella lista dei ricercati e l’incriminazione hanno ricevuto come risposta da parte di Durov un post sul profilo ufficiale di X, in cui compare una foto del magnate che mostra il ‘dito medio’ all’obiettivo. La reazione di Durov ha espresso una posizione chiara e provocatoria nei confronti delle autorità russe. Durov era stato arrestato in Francia e si era scontrato con il Governo spagnolo per l’utilizzo di Telegram. Alcuni mesi dopo, nel marzo del 2025, i magistrati francesi gli avevano dato il permesso di espatrio, e il fondatore di Telegram era tornato negli Emirati arabi uniti, dove risiede e dove ha sede la sua società.

La situazione di Durov rappresenta un caso complesso, in cui le accuse russe si basano sull’uso di Telegram per facilitare attività di spionaggio e reclutamento. Le autorità russe hanno sottolineato il rischio per la sicurezza nazionale legato all’accesso non controllato a piattaforme come Telegram. Nonostante l’incriminazione, Durov continua a mantenere un profilo attivo e a difendere le proprie posizioni, anche se non è più residente in Russia da diversi anni. La questione rimane dibattuta, con le istituzioni russe che continuano a utilizzare la piattaforma per comunicare, nonostante il blocco ufficiale.