Melito Porto Salvo, preoccupazione per il Centro Dialisi: FINTRED denuncia una programmazione in crisi
Preoccupazione per il Centro Dialisi di Melito Porto Salvo: FINTRO denuncia una programmazione sanitaria in crisi.

Il Centro Dialisi di Melito Porto Salvo ha suscitato preoccupazione tra i pazienti e le istituzioni, con FINTRED che denuncia una programmazione sanitaria in crisi. La situazione, descritta come il risultato di una gestione non più sostenibile, ha messo in luce le criticità della rete nefrodialitica dell’ASP di Reggio Calabria. La mancanza di medici specialisti e la carenza di posti dialisi hanno reso necessario un intervento urgente, ma la situazione non sembra migliorare. La malattia non aspetta i tempi della burocrazia, e i pazienti, spesso anziani o con disabilità, continuano a essere costretti a spostarsi per ricevere cure essenziali.
Una programmazione che non regge più
FINTRED, che rappresenta e tutela i diritti dei pazienti nefropatici, dializzati e trapiantati di rene, ha espresso forte preoccupazione per la situazione del Centro Dialisi di Melito Porto Salvo. L’associazione ha sottolineato che la crisi non è improvvisa, ma il risultato di una programmazione sanitaria che non riesce a garantire un equilibrio tra fabbisogni reali e risorse disponibili. La mancanza di posti dialisi e la carenza di personale hanno portato a una situazione di emergenza, che ha costretto i pazienti a spostarsi da Reggio Calabria verso centri di periferia, a volte anche fuori regione.
La dialisi non può trasformarsi in una migrazione sanitaria permanente. La situazione ha trovato un momento di attenzione durante la Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria del 29 gennaio 2025, quando il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, Dott. Tommaso Calabrò, ha riconosciuto la necessità di aggiornare la rete nefrodialitica regionale. Tuttavia, a distanza di oltre un anno, il provvedimento non è ancora stato adottato.
Un sistema in sofferenza
La vicenda di Melito ha messo in luce un paradosso: la stessa ASP riconosce una carenza di 29 posti dialisi nel Comune di Reggio Calabria, ma i pazienti continuano a essere spostati verso centri esterni. La mancanza di un piano strutturale ha portato a una situazione in cui i pazienti, tre volte alla settimana e per tutta la vita, affrontano sacrifici che nessun altro cittadino dovrebbe sostenere. La dialisi non può diventare una migrazione sanitaria permanente, e il diritto alle cure di prossimità, più volte indicato come obiettivo della sanità calabrese, non è ancora pienamente garantito.
La malattia non aspetta i tempi della burocrazia. La situazione non è limitata al Centro Dialisi di Melito, ma rappresenta un fallimento di una programmazione che sposta il problema da un territorio all’altro senza risolverlo. FINTRED ha chiesto un incontro istituzionale al Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, affinché la città più popolosa della Calabria faccia sentire la propria voce a tutela dei pazienti. La dialisi non può diventare una migrazione sanitaria permanente. Il diritto alle cure di prossimità, come indicato dal Presidente della Regione Calabria, non può continuare a rimanere un principio affermato ma non ancora pienamente garantito. Per questo, FINTRED rinnova l’appello affinché la situazione venga affrontata nella sua interezza, con un piano che rispetti i diritti dei pazienti e garantisca cure tempestive e sicure, il più vicino possibile al loro luogo di residenza.
