Vent’anni di poker competitivo in Italia: dalla legalità al successo internazionale

Due decenni di evoluzione del poker in Italia, da circoli a tornei internazionali e risultati di spicco.

Un gruppo di giocatori di poker competono in un torneo, con un pubblico che osserva
Un gruppo di giocatori di poker competono in un torneo, con un pubblico che osserva

Un percorso di legalità e successo

Vent’anni di poker competitivo in Italia hanno segnato un’evoluzione significativa, partendo da circoli locali fino a raggiungere tornei internazionali. Il gioco, inizialmente privo di una regolamentazione specifica, ha trovato un inquadramento legale grazie a una sentenza della Corte di Cassazione del 2012, che lo dichiarò gioco lecito. Questo cambiamento ha aperto la strada a circuiti nazionali e internazionali, con un incremento notevole del numero di partecipanti e di giocatori italiani che si sono distinti a livello mondiale. La legalità è stata un passo cruciale per il riconoscimento del poker come sport.

La nascita del circuito italiano

Il progetto del circuito italiano di poker, noto come ISOP, prese forma nel 2009, quando fu presentato ai principali casinò italiani da Giangia Marelli, fondatore del progetto. La prima edizione dei Campionati Italiani ISOP, denominata “Anno Zero”, si svolse nel giugno 2011 al Casinò Perla di Nova Gorica, in Slovenia. L’evento registrò 190 giocatori, con un buy-in di 1.100€, e vide la vittoria di Flavio Favilli. Il successo dell’evento portò all’organizzazione di una seconda edizione nello stesso anno, con la vittoria di Cristiano Guerra. Questi primi passi hanno dato vita a un circuito che oggi vanta migliaia di partecipanti.

Tra il 2011 e il 2013, i Campionati Italiani ISOP si trasformarono da un format iniziale con pochi tornei a un festival di due settimane con 15 eventi distinti. Dal 2012, la tradizione si stabilì di organizzare i Campionati nel mese di maggio, con la vittoria di Stefano Bertoldi, che divenne il primo giocatore a volare a Las Vegas con il circuito ISOP. Dal 2013, l’ISOP divenne una serie di tornei stagionali con eventi quasi mensili, non più limitati ai soli Campionati annuali.

Parallelamente allo sviluppo del circuito nazionale, alcuni giocatori italiani hanno ottenuto risultati di rilievo a livello internazionale. Filippo Candio, originario di Cagliari, fu il primo italiano a raggiungere il tavolo finale del Main Event delle World Series of Poker nel 2010, chiudendo quarto su un campo di migliaia di partecipanti. Dario Sammartino, napoletano, raggiunse lo stesso obiettivo nel 2019, arrivando secondo con un premio di 6 milioni di dollari su 8.569 iscritti. Max Pescatori detiene il record italiano di quattro braccialetti WSOP, due dei quali conquistati nella stessa edizione del 2015.

Secondo il sito ufficiale ISOP, dalla prima edizione a oggi sono stati quasi 100.000 i partecipanti totali agli eventi del circuito, e oltre 100 i giocatori che hanno fatto parte dell’Italian Poker Team per la trasferta a Las Vegas. Questi numeri testimoniano un forte sviluppo del settore, che ha visto l’Italia diventare un punto di riferimento per il poker competitivo a livello internazionale. Il successo italiano non è solo un risultato sportivo, ma anche un simbolo di crescita e riconoscimento.