Geologi a Siracusa: analisi e strategie per fronteggiare l’erosione costiera e i cambiamenti climatici

Seminari a Siracusa su erosione costiera e impatto dei cambiamenti climatici, con focus su tecnologie geofisiche e adattamento territoriale.

Geologi a Siracusa analizzano l'erosione costiera e i rischi legati ai cambiamenti climatici, con focus su tecnologie e strategie di adattamento
Geologi a Siracusa analizzano l’erosione costiera e i rischi legati ai cambiamenti climatici, con focus su tecnologie e strategie di adattamento

Il ciclo di seminari “Geoscienze Applicate – Metodi e applicazioni per l’analisi del territorio, del sottosuolo e della vulnerabilità costiera”, promosso dall’Ordine regionale dei Geologi e dall’Associazione dei Geologi della provincia di Siracusa, ha visto la partecipazione di esperti, ricercatori e professionisti per affrontare i rischi legati all’innalzamento del livello del mare, all’erosione costiera e ai fenomeni di subsidenza. L’evento, ospitato nella sede della Lega Navale Italiana di Siracusa, ha messo in luce l’importanza di conoscere il sottosuolo per prevenire i rischi e tutelare il patrimonio storico e ambientale. I temi trattati si concentrano su come le trasformazioni climatiche e le attività umane stanno modificando la morfologia costiera e le strutture del territorio.

Geofisica e tecnologie per la ricostruzione del sottosuolo

La seconda giornata del ciclo, coordinata dal professor Sebastiano Imposa dell’Università di Catania, ha visto l’illustrazione di tecniche moderne di geofisica applicata. Attraverso diversi casi studio, è stato mostrato come l’integrazione tra tomografie sismiche, rilievi con droni, laser scanner tridimensionali e indagini elettriche permetta di ricostruire la morfologia del sottosuolo anche in presenza di cavità non accessibili. Tra gli esempi presentati figurano la Grotta Micio Conti, alle pendici dell’Etna, e la Grotta Chiusazza negli Iblei, dove il confronto tra rilievi tridimensionali e indagini geofisiche ha verificato l’efficacia delle diverse metodologie di ricostruzione.

Analisi del rischio e strategie di adattamento

Le strategie di adattamento devono essere calibrate sulle caratteristiche geomorfologiche dei singoli tratti di litorale e possono spaziare dalla realizzazione di opere di difesa rigide, all’adattamento di edifici e infrastrutture, fino all’arretramento dalle aree più esposte e al ripristino degli ecosistemi naturali, come dune e praterie di Posidonia. L’attenzione si è concentrata sul tratto compreso tra il Monumento al Lavoratore d’Africa e Capo Santa Panagia, uno dei settori più interessanti dal punto di vista geologico per la presenza di alte falesie modellate dall’azione combinata del carsismo e dell’erosione marina.

Il crollo registrato dopo il passaggio del medicane Zorbas ha evidenziato i rischi concreti per la costa. Attraverso rilievi geomeccanici, termografie e modelli tridimensionali sono stati analizzati i principali meccanismi di instabilità delle pareti rocciose e i fenomeni di collasso già verificatisi negli ultimi anni. Nel corso del seminario sono stati inoltre presentati i risultati preliminari di uno studio sull’arretramento della linea di costa, effettuato mediante il software Digital Shoreline Analysis System sviluppato dall’U.S. Geological Survey, i cui dati saranno pubblicati prossimamente.

Le indagini geofisiche hanno anche evidenziato possibili resti dell’antica chiesa di San Nicola, distrutta dal terremoto del 1693, oltre a possibili cavità nel sottosuolo e informazioni sulla risposta dinamica della struttura. Il Duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla è diventato un caso di particolare interesse, dove le tecniche di rilievo hanno permesso di ricostruire la storia del sito e di valutare i rischi per la struttura. La conoscenza scientifica del territorio rappresenta uno strumento indispensabile per pianificare interventi efficaci. Dal ciclo di incontri emerge un messaggio condiviso: la comprensione del sottosuolo e delle dinamiche costiere è fondamentale per mitigare i rischi legati ai cambiamenti climatici e proteggere il patrimonio naturale, storico e paesaggistico della provincia di Siracusa.