Falsi attestati di bilinguismo, indagine su centri d’esame in Campania e Lazio
Indagine della Guardia di Finanza su falsi attestati di bilinguismo in Campania e Lazio, sequestrati documenti e analisi di oltre 1.700 certificazioni.

Indagine su falsi attestati di bilinguismo, sequestrati documenti in scuole del Casertano
La Guardia di Finanza di Bolzano ha eseguito perquisizioni in tre istituti scolastici della provincia di Caserta e di Roma, sedi d’esame accreditate TELC per il rilascio di certificazioni linguistiche. L’operazione, condotta su delega della magistratura, fa parte di un’inchiesta che si è allargata al presunto sistema di falsi attestati di bilinguismo utilizzati per accedere al pubblico impiego in Alto Adige. Gli agenti hanno sequestrato una consistente mole di documentazione cartacea e informatica, tra cui contratti tra centri d’esame, l’ente certificatore tedesco e gli esaminatori. Questi materiali saranno analizzati nei prossimi mesi per verificare l’eventuale esistenza di una rete di soggetti che avrebbe indirizzato candidati verso centri d’esame compiacenti.
Le perquisizioni nascono da un’anomalia nella concentrazione di richieste di riconoscimento di certificazioni linguistiche TELC. L’Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Provincia autonoma di Bolzano ha registrato un numero elevato di attestati presentati, molti dei quali rilasciati da centri d’esame distanti centinaia di chilometri da Bolzano. Secondo gli investigatori, alcuni candidati avrebbero conseguito i titoli in sedi d’esame non autorizzate, nonostante siano presenti enti certificatori locali. Questi certificati sarebbero stati utilizzati per ottenere l’attestato di bilinguismo, requisito indispensabile per l’accesso a numerosi impieghi nella pubblica amministrazione.
Analisi di oltre 1.700 certificazioni linguistiche
L’inchiesta ha coinvolto oltre 1.700 certificazioni linguistiche TELC rilasciate tra il 2020 e il maggio 2026. Tutti i documenti sono stati presentati all’Ufficio Bilinguismo per la conversione nell’attestato ufficiale e successivamente utilizzati nell’ambito del pubblico impiego. Il settore maggiormente interessato risulta essere quello della sanità, seguito dagli enti locali, provinciali e regionali. Coinvolte anche diverse amministrazioni dello Stato, società a partecipazione pubblica e aziende del trasporto pubblico nazionale e locale. L’obiettivo dell’indagine è accertare l’autenticità di ogni certificazione e verificare eventuali responsabilità penali ed erariali in caso di falsità.
La collaborazione con l’ente certificatore tedesco è fondamentale per l’analisi dei documenti. Gli investigatori hanno avviato una stretta collaborazione con l’ente certificatore TELC, con sede a Francoforte, che ha fornito pieno supporto alle indagini. La documentazione acquisita in Germania, in particolare quella relativa allo svolgimento delle prove d’esame, sarà esaminata nel dettaglio. L’indagine mira a proteggere la regolarità del pubblico impiego e il valore del sistema di certificazione linguistica nella Provincia autonoma di Bolzano.
Indagati e provvedimenti restrittivi già notificati
L’inchiesta ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di oltre 40 dipendenti pubblici, accusati a vario titolo di truffa e falso ai danni della Provincia autonoma di Bolzano. Inoltre, è stato notificato un provvedimento restrittivo nei confronti di un presunto intermediario ritenuto il punto di riferimento per il reperimento dei falsi certificati. L’attività investigativa rappresenta un nuovo sviluppo dell’indagine, che si è sviluppata nei mesi scorsi e si è ora ampliata con l’analisi di un’anomalia nella concentrazione di richieste di riconoscimento di certificazioni linguistiche TELC. La Guardia di Finanza continuerà a monitorare la situazione e a collaborare con l’ente certificatore per garantire la trasparenza e la legalità del sistema.
