Francofonte sciolto per infiltrazioni mafiose, la Prefettura denuncia un comune permeabile agli interessi criminali
Scioglimento del Consiglio comunale di Francofonte per infiltrazioni mafiose, la Prefettura segnala un comune permeabile agli interessi criminali.

Il Comune di Francofonte è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, come stabilito dal Ministero dell’Interno su richiesta della Prefettura di Siracusa. La decisione segue una relazione redatta in base all’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, che ha evidenziato un quadro di infiltrazioni criminali nel territorio. La Prefettura ha ritenuto che il comune fosse diventato permeabile agli interessi della criminalità organizzata, con una progressiva perdita della distinzione tra attività amministrativa e interessi mafiosi.
Un sistema amministrativo permeabile agli interessi criminali
La relazione prefettizia ha sottolineato come nel direttivo del Consiglio comunale sedevano familiari di esponenti del clan Nardo, ritenuti egemone nell’area nord della provincia di Siracusa. L’associazione avrebbe successivamente affidato lavori e servizi a aziende ritenute vicine agli ambienti criminali, senza effettuare le verifiche previste dalla normativa antimafia attraverso la Banca dati nazionale antimafia (Bdna). La mancanza di controlli ha permesso un’azione metodologicamente pianificata a favore dei gruppi criminali.
Finanziamenti pubblici utilizzati per manifestazioni sfarzose
La Prefettura ha segnalato come i funerali di persone indigenti fossero finanziati con fondi pubblici, ma si svolgessero con manifestazioni particolarmente sfarzose, comprendenti spettacoli pirotecnici e musica neomelodica. Una sola famiglia, ritenuta collegata ai clan locali, avrebbe gestito circa il 74% delle risorse comunali destinate a tali interventi. Le spese per i funerali sono state utilizzate per creare un’immagine di prestigio per i soggetti criminali.
Un sindaco in contatto con ambienti mafiosi
La relazione dedica numerose pagine alla figura del sindaco Daniele Nunzio Lentini, segnalando rapporti e frequentazioni con persone ritenute contigue alla criminalità organizzata. Tra gli episodi ricordati, un video pubblicato sui social mostra un soggetto indicato come appartenente agli ambienti criminali che brinda in favore del primo cittadino, definendolo pubblicamente “compare”. Questo episodio ha messo in luce un legame diretto tra il sindaco e i gruppi criminali. La Prefettura ha anche richiamato alcune risultanze investigative relative alle campagne elettorali del 2018 e del 2023, in cui candidati e liste avrebbero beneficiato del sostegno di soggetti appartenenti o vicini ai contesti mafiosi. Inoltre, è stato segnalato un ricorso frequente alle procedure di somma urgenza per l’affidamento di lavori pubblici, con alcune commesse assegnate a imprese successivamente colpite da interdittive antimafia.
La relazione ha anche evidenziato un manufatto di circa 65 metri quadrati che occupava da oltre dieci anni suolo pubblico senza che fosse stata definita la relativa posizione amministrativa. Gli uffici comunali avrebbero riferito dell’impossibilità di reperire la documentazione, parlando dello smarrimento dei fascicoli. Questi episodi hanno contribuito a delineare un sistema amministrativo in cui le norme non erano rispettate. La Prefettura ha concluso che le criticità riscontrate non siano riconducibili a semplici disfunzioni amministrative, ma a un sistema caratterizzato da carenze di controllo tali da favorire gli interessi della criminalità organizzata. È sulla base di queste valutazioni che è stata proposta al Ministero dell’Interno la misura dello scioglimento del Consiglio comunale di Francofonte per infiltrazioni mafiose, poi adottata dal Governo.
