ENI raddoppia utile a 2,3 miliardi, alza buyback a 3,4 miliardi e punta al dividendo straordinario

ENI annuncia utile netto doppio a 2,3 miliardi, incrementa buyback a 3,4 miliardi e valuta dividendo straordinario in base a scenari di mercato.

ENI annuncia risultati trimestrali con utile netto doppio, incrementa buyback e valuta dividendo straordinario
ENI annuncia risultati trimestrali con utile netto doppio, incrementa buyback e valuta dividendo straordinario

ENI raddoppia utile netto a 2,3 miliardi grazie a performance solida

Il colosso petrolifero ENI ha reso noti i risultati del secondo trimestre 2026, con un utile netto adjusted che ha superato di gran lunga le aspettative, raddoppiando a 2,3 miliardi di euro. Il dato, che rappresenta un incremento del 100% rispetto al periodo precedente, è stato attribuito alla solida performance del settore E&P, di GGP e dei satelliti della transizione energetica. La crescita della produzione, in particolare, ha registrato un +11% su base omogenea, grazie all’entrata a regime di nuovi progetti in Africa Occidentale, nel Golfo d’America, in Norvegia e in Indonesia. Questi fattori hanno contribuito a un EBIT proforma adjusted di 5,38 miliardi, il doppio rispetto al trimestre precedente.

La solidità dei conti ha permesso a ENI di alzare la guidance per la produzione del 2026, prevedendo una crescita del 5% su base omogenea. Questo incremento, unito a una remunerazione agli azionisti migliorata, ha spinto il gruppo a incrementare il piano di buyback a 3,4 miliardi di euro, un aumento del 20% rispetto alla previsione iniziale del primo trimestre.

Buyback raddoppiato e dividendo straordinario in discussione

Il piano di riacquisto di azioni proprie (buyback) è stato incrementato di ulteriori 600 milioni di euro, portando il totale a 3,4 miliardi. Questo aumento, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget, è stato reso possibile grazie a un cash flow di 11,5 miliardi di euro. L’azienda ha anche annunciato che nel mese di ottobre deciderà se attivare un dividendo straordinario, in base a scenari di mercato superiori a 90 dollari al barile o a un incremento del 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione.

Il CEO Claudio Descalzi ha sottolineato che i numeri dimostrano una società sempre più solida, grazie a un portafoglio geograficamente diversificato e a un’espansione nei business legati alla transizione energetica. Questi fattori, ha aggiunto, supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, permettendo di mantenere una struttura patrimoniale estremamente robusta, con un rapporto di indebitamento pro forma al minimo storico del 10%.

Flussi di cassa e investimenti in crescita

Il flusso di cassa adjusted di ENI nel secondo trimestre è stato pari a 4,47 miliardi di euro, finanziando investimenti organici per 1,84 miliardi. L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 11,3 miliardi di euro a fine giugno 2026, con un gearing proforma al limite inferiore dell’intervallo previsto (10-15%). La previsione annuale di generazione di cassa (CFFO adjusted) è stata rivista al rialzo a 15 miliardi di euro, sulla base di uno scenario aggiornato del prezzo del Brent a 85 dollari al barile. L’azienda ha confermato la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione, in aumento del 5% rispetto al 2025. Inoltre, ha reso noto che, in caso di scenari superiori a 90 dollari al barile, il 100% dell’incremento del CFFO sarà distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre.