Un ragazzo foggiano invalido al 100% non riceve la pensione per un bug informatico
Un ragazzo foggiano invalido al 100% non riceve la pensione d’invalidità a causa di un bug informatico legato alla data di nascita.

Un ragazzo foggiano invalido al 100% dalla nascita non riceve la pensione d’invalidità civile a causa di un bug informatico legato alla data di nascita. Giuseppe, nato il 29 febbraio 2008, ha compiuto 18 anni a febbraio 2026, ma il sistema informatico dell’Inps non riconosce la data, bloccando l’erogazione dell’assegno. Il padre, Roberto, ha denunciato un paradosso kafkiano che dura da cinque mesi, con promesse non mantenute e un sistema che non vede il raggiungimento della maggiore età.
Un bug informatico che nega un diritto legale
Giuseppe, invalido al 100% fin dalla nascita, ha sempre ricevuto l’indennità di accompagnamento, ma non ha potuto accedere alla pensione di invalidità civile. Il problema nasce dal fatto che il sistema informatico dell’Inps non riconosce la data di nascita del ragazzo, che è il 29 febbraio, un giorno che esiste solo negli anni bisestili. Non essendo bisestile l’anno in corso, il sistema non registra il compimento dei 18 anni, e quindi non sblocca la pensione.
Il sistema informatico dell’Inps non riconosce la data di nascita del ragazzo, bloccando l’erogazione della pensione.
Un’odissea burocratica senza fine
Il padre, Roberto, ha spiegato che la pratica è rimasta bloccata nonostante siano state inviate le pec dal patronato e le segnalazioni tramite il portale dell’Inps. Il Caf ha provveduto a inviare manualmente il modello AP70, ma l’elaborazione non è avvenuta. I dipendenti dell’Inps di Foggia, pur mostrando comprensione, hanno affermato che il blocco è a livello di sistema informatico centrale a Roma. Per sbloccare la pratica, servirebbe l’intervento manuale di un tecnico informatico che corregga l’anomalia legata all’anno bisestile. Da cinque mesi, la pratica non è stata risolta, e Giuseppe non ha ricevuto la pensione di invalidità civile, che ammonta a circa 350 euro mensili. L’indennità di accompagnamento, invece, continua a essere erogata, ma non è sufficiente per coprire le spese di un ragazzo in sedia a rotelle.
La pratica è rimasta bloccata nonostante siano state inviate le pec e le segnalazioni tramite il portale dell’Inps.
La situazione ha portato il padre a dover rivolgersi a un legale, nonostante il diritto di Giuseppe sia già riconosciuto e documentato. “Trovo paradossale e assurdo dovermi rivolgere a un avvocato per un diritto acquisito dalla nascita”, ha commentato Roberto. Il ragazzo ha sempre percepito l’indennità di accompagnamento, ma non ha potuto accedere alla pensione di invalidità civile, che è prevista per chi ha compiuto 18 anni. Il caso di Giuseppe rappresenta un esempio di come un bug informatico possa negare a un cittadino un diritto legale, mettendo in evidenza le lacune del sistema previdenziale e la necessità di un intervento manuale per risolvere l’anomalia.
