Errori e omissioni nelle inchieste su mafia e appalti favorirono Cosa Nostra
La presidente della Commissione Antimafia denuncia errori e omissioni nelle inchieste su mafia e appalti.
La presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, ha denunciato errori e omissioni nelle inchieste su boss e appalti che avrebbero favorito Cosa Nostra. L’analisi si basa su documenti emersi dalle indagini di Caltanissetta, che hanno illuminato alcune menzogne e mancanze nella gestione di procedimenti che riguardavano la mafia e i rapporti con i magistrati. La presidente ha sottolineato come certi argomenti non possano essere affrontati senza essere accusati di essere depistatori o portatori di interessi altrui. Inoltre, ha sottolineato come certi magistrati, come Giuseppe Pignatone e Guido Lo Forte, abbiano avuto un ruolo centrale nella gestione di indagini che, secondo lei, sono state gestite in modo anomalo e non conforme al dovere.
Magistrati e costruttori: un rapporto non occasionale
La presidente ha spiegato come il nucleo familiare di Francesco Pignatone, padre del magistrato, e dei figli, tra cui Giuseppe, abitasse in un immobile costruito da Rosolino Piazza, un costruttore noto per i suoi legami con la mafia. L’immobile era situato a Palermo e era stato costruito da un uomo considerato “uomo d’onore” della famiglia mafiosa dell’Uditore-Passo di Rigano. Il gip di Caltanissetta ha definito il rapporto tra i Pignatone e i Piazza “certamente non occasionale e significativo”. Inoltre, il magistrato Pignatone è stato accusato di aver consentito un’evasione fiscale a una società riconducibile a vertici mafiosi. Questi fatti, secondo la presidente, non sono stati adeguatamente indagati o resi pubblici.
Le indagini di Caltanissetta hanno fatto luce su alcune di quelle menzogne. La presidente ha sottolineato come certi magistrati, come Pignatone e Lo Forte, abbiano avuto un ruolo centrale nella gestione di indagini che, secondo lei, sono state gestite in modo anomalo e non conforme al dovere. L’intercettazione di Francesco Bonura del 2024 conferma che Lo Forte ha acquistato immobili da società riconducibili a vertici mafiosi. La presidente ha sottolineato come queste omissioni e scelte riduttive si siano tradotte in un favore fatto a Cosa Nostra, con conseguenze gravi per la giustizia.
Lo Forte e la gestione delle indagini
Guido Lo Forte, insieme a Scarpinato, ha firmato la richiesta di archiviazione di un filone dell’indagine mafia-appalti. Secondo la presidente, Lo Forte ha gestito con Pignatone il procedimento sin dal 1989-90, ma ha sostenuto una tesi che, a suo dire, non era supportata dai fatti. L’intercettazione di Francesco Bonura del 2024 conferma che Lo Forte ha acquistato immobili da società riconducibili a vertici mafiosi. La presidente ha sottolineato come queste omissioni e scelte riduttive si siano tradotte in un favore fatto a Cosa Nostra, con conseguenze gravi per la giustizia.
Un parlamentare può decidere quale verità debba emergere e preparare un testimone perché la racconti in un certo modo? La presidente ha parlato del senatore Scarpinato, che ha sostenuto di voler far emergere una verità, ma ha rifiutato di collaborare con l’indagine. Secondo la presidente, Scarpinato ha invitato il dott. Natoli a procurarsi i documenti necessari a comprometterne la narrazione, non per dare un utile contributo alla corretta ricostruzione dei fatti, ma per evitare conseguenze personali. La presidente ha espresso preoccupazione per il ruolo di Scarpinato e ha sottolineato come ogni volta che si entra nel merito delle contestazioni sulle indagini del 1992, il confronto finisce per spostarsi sulla sua persona.
La presidente ha anche sottolineato come il metodo utilizzato per evocare oscure entità intente a manovrare nell’ombra contro giudici impegnati a contrastare poteri altrettanto occulti sia diventato un paradigma per neutralizzare qualsiasi elemento concreto che possa porre in discussione la linearità o l’onestà dell’azione di quel gruppo di magistrati. Questo metodo, secondo lei, è stato utilizzato per evitare che si emergesse una verità diversa sulle stragi del 1992. La presidente ha espresso la sua determinazione a regalare sprazzi di verità alla sua gente perbene, pur sapendo che pagherà per questo lavoro.
