Germania e alleati UE rifiutano tagli di 159 miliardi di euro
Germania e alleati UE rifiutano tagli di 159 miliardi di euro, considerati insufficienti.
La Germania e i suoi alleati hanno respinto la proposta di tagli al bilancio dell’Unione Europea presentata da Irlanda, considerando insufficienti i 159 miliardi di euro proposti. L’obiettivo della proposta, lanciata durante la presidenza irlandese del Consiglio UE, era di ridurre il budget del blocco per il periodo 2028-2034 del 8%, in un tentativo di placare le richieste di riduzione di diversi cento miliardi di euro da parte di un gruppo di paesi “frugali”. La Germania, che guida un gruppo di sei nazioni frugali, contribuisce al 40% del bilancio comune dell’UE.
Il ministro federale per l’Europa, Friedrich Merz, ha espresso il suo disappunto, affermando che il piano non è sufficiente per rendere il bilancio sostenibile per i paesi che ne sopportano i costi. “L’importo della nuova proposta non è una base per un accordo”, ha scritto Merz in una dichiarazione. I paesi frugali, tra cui Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia e Austria, hanno criticato la proposta, sostenendo che i tagli non sono sufficienti a ridurre il deficit. In particolare, hanno espresso preoccupazione per il fatto che i tagli si concentrino su politiche innovative come la difesa e la competitività, che considerano prioritari.
Contrasti tra paesi frugali e i “Friends of Cohesion”
Il dibattito interno all’UE si divide tra i paesi frugali e il gruppo “Friends of Cohesion”, composto da Stati membri del sud e dell’est che si oppongono a riduzioni dei sussidi agricoli e dei fondi per la coesione. La proposta irlandese ha lasciato intatte le politiche agricole e di coesione, concentrando i tagli su altre aree. Tuttavia, i paesi frugali hanno espresso disappunto per il fatto che i tagli non siano sufficienti a ridurre il bilancio in modo significativo.
Il ministro europeo della Svezia, Jessica Rosencrantz, ha definito la proposta “un aumento insostenibile”, mentre la ministra austriaca Claudia Bauer ha affermato che il nuovo piano “si trova a miglia di distanza da un sì austriaco”. Al contrario, i “Friends of Cohesion” hanno espresso reazioni più conciliatorie, ritenendo che la proposta abbia recuperato fondi per la politica agricola comune (CAP), sebbene non siano soddisfatti del risultato finale.
Le prossime mosse e le sfide
Le discussioni sul bilancio UE si avvicinano al culmine durante il summit dei leader UE previsto per il prossimo fine settimana. I governi dell’UE stanno cercando di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, prima che le elezioni in Francia, Italia e Polonia nel 2027 possano mettere in pericolo le trattative. Tuttavia, il ministro olandese degli Esteri, Eelco Heinen, ha avvertito che “a questo ritmo, non ci sarà alcun accordo entro la fine dell’anno”.
Il ministro irlandese per gli Affari Europei, Thomas Byrne, ha difeso la proposta, descrivendola come un compromesso bilanciato che mira a risolvere le differenze tra gli Stati membri. Tuttavia, le tensioni rimangono alte, con la Germania e i suoi alleati che continuano a ritenere che i tagli proposti non siano sufficienti per rendere il bilancio sostenibile a lungo termine. La situazione rimane delicata, con il rischio che le divergenze tra i paesi possano ostacolare la conclusione di un accordo entro il termine previsto. La prossima fase delle trattative sarà cruciale per determinare il destino del bilancio UE per il prossimo ciclo di finanziamenti.
