Nuove analisi sui reperti per Bossetti: la Corte d’Assise si riserva
La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio Yara Gambirasio, la Corte d’Assise si riserva.

La difesa di Massimo Bossetti ha presentato una richiesta alla Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo di effettuare nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio, un caso che ha segnato la vita di una tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010. La richiesta, avanzata in sede di incidente di esecuzione, ha suscitato opposizioni da parte del pubblico ministero e della parte civile, che temono un ulteriore riesame delle prove potrebbe influire sul processo già concluso. La Corte, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrasci, si è riservata la decisione, limitandosi a sciolgere la riserva solo sull’udiente, non sul merito della richiesta.
nuove tecnologie e reperti già analizzati
La difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Salvagni, ha sottolineato che le nuove tecnologie scientifiche potrebbero consentire di individuare ulteriori elementi probatori. Il genetista Marzio Capra, consulente della difesa, ha richiamato il caso di Garlasco come esempio di come nuove analisi possano rivelare informazioni precedentemente non considerate. Secondo la difesa, l’esame delle fotografie ad alta risoluzione dei reperti potrebbe emergere nuovi dati che giustifichino ulteriori accertamenti. La richiesta riguarda in particolare il campione 31G20 e alcune tracce individuate sugli indumenti di Yara, che la difesa afferma non siano mai state analizzate.
La Corte ha limitato l’accesso ai reperti ai margini stabiliti dalla Cassazione nel 2024. Bossetti, che ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate, ha ribadito tramite i suoi legali che dall’esame delle fotografie ad alta risoluzione sarebbero emersi elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti. La difesa ha sottolineato che le nuove tecnologie potrebbero rivelare informazioni utili, anche se la Corte ha limitato l’accesso ai reperti ai margini stabiliti dalla Cassazione nel 2024.
opposizioni e contestazioni
Al termine della discussione, sia il pubblico ministero che la parte civile hanno espresso opposizione alla richiesta di nuove analisi. I legali della famiglia Gambirasio hanno dichiarato: “Si vuole fare Garlasco 2, faremo il possibile per impedirlo”. La parte civile ha inoltre chiesto, nel caso la Corte autorizzasse le nuove analisi, di poter esaminare gli stessi reperti. La difesa ha ribadito che le analisi richieste non altererebbero i risultati già stabiliti, ma potrebbero aprire nuove prospettive.
La Corte ha sciolto la riserva solo sull’udienza, non sul merito della richiesta. La richiesta di nuove analisi resterà al vaglio, ma la parte civile e il pm continueranno a opporsi, temendo che un ulteriore riesame possa influire sul processo già concluso. La difesa, però, non si arrende e continua a sostenere che le nuove tecnologie potrebbero aprire nuove strade nella ricerca della verità.
Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate. La difesa ha sottolineato che le nuove tecnologie potrebbero rivelare informazioni utili, anche se la Corte ha limitato l’accesso ai reperti ai margini stabiliti dalla Cassazione nel 2024. La richiesta di nuove analisi non è nuova, ma si inserisce in un contesto di dibattito continuo sulle possibilità di riesaminare le prove in un caso che ha suscitato molte polemiche e dibattiti.
