Nuove analisi respinte per Bossetti, genitori: «Si vuole una Garlasco 2»
Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di nuove analisi su reperti del caso Yara Gambirasio. Genitori esprimono preoccupazione.

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di effettuare nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici del caso Yara Gambirasio, chiudendo questa fase del processo. La decisione, arrivata nel pomeriggio di lunedì 5 ottobre, è stata presa a poche ore dall’udienza durante la quale i giudici si erano riservati di decidere. La richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, mirava a sottoporre i reperti a nuovi accertamenti alla luce di documenti e fotografie ad alta risoluzione realizzati dal Ris di Parma. La difesa aveva chiesto di poter analizzare i materiali ancora disponibili, ma la Corte ha ritenuto non opportuno procedere. La decisione non modifica la condanna definitiva per Bossetti, che è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.
La difesa non si arrende
Dopo la respinta, gli avvocati della difesa hanno annunciato che continueranno a cercare vie legali per contestare la sentenza. «Abbiamo fatto otto ricorsi, faremo assolutamente il nono», ha dichiarato Salvagni, aggiungendo che la difesa intende interessare anche alcune Procure della Repubblica. Nonostante la mancanza di dettagli su eventuali atti da presentare, la difesa non si dimostra scoraggiata. La difesa non si arrende e intende proseguire con nuovi ricorsi. La richiesta di nuove analisi, sebbene respinta, rimane un tema centrale per la difesa, che cerca di aprire nuovi scenari per il caso.
Genitori: «Si vuole una Garlasco 2»
I genitori di Yara Gambirasio, rappresentati dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, hanno espresso preoccupazione per la richiesta di nuove analisi. «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo», hanno detto. L’espressione «Garlasco 2» si riferisce al caso di un altro omicidio, che ha visto un condannato per omicidio volontario e lesioni gravi. I genitori, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, hanno ribadito la loro determinazione a proteggere la memoria di Yara e a evitare che si ripetano scenari simili. La famiglia teme che la difesa possa cercare di aprire nuove porte per il caso.
Yara Gambirasio scomparve da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010, quando aveva 13 anni. Il suo corpo fu trovato in un canale di scolo, e il processo per l’omicidio è stato chiuso con una condanna definitiva per Massimo Bossetti. La difesa, nonostante le respinte, non si è fermata e continua a cercare vie per contestare la sentenza. La famiglia, invece, ha espresso il desiderio di chiudere il caso e di non permettere che si ripetano episodi simili. La decisione della Corte d’Assise ha chiuso questa fase, ma la lotta legale non è ancora finita.
- Massimo Bossetti condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.
- La difesa ha chiesto nuove analisi sui reperti, ma la Corte le ha respinte.
- Genitori esprimono preoccupazione per la possibilità di un «Garlasco 2».
