Nuovo rifiuto alle analisi per Bossetti: la difesa cerca una revisione del processo

La difesa di Massimo Bossetti chiede nuovi accertamenti sul Dna, ma la Corte d’Assise di Bergamo respinge la richiesta. La battaglia continua.

Nuovo rifiuto alle analisi per Bossetti: la difesa cerca una revisione del processo
Nuovo rifiuto alle analisi per Bossetti: la difesa cerca una revisione del processo

La difesa di Massimo Bossetti ha visto respinto un nuovo tentativo di ottenere nuovi accertamenti sul Dna, un passo che potrebbe portare a una revisione del processo per l’omicidio di Yara Gambirasio. La Corte d’Assise di Bergamo, nel provvedimento di dodici pagine, ha ribadito che non vi sono dubbi sulla presenza del Dna di Bossetti sull’indumento intimo della vittima. La richiesta, avanzata dai legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini, riguardava soprattutto la traccia 31G20 e alcune tracce rilevate sul giubbotto di Yara, che la difesa sostiene potrebbero essere riconducibili a liquido seminale e meriterebbero nuovi approfondimenti.

La difesa cerca nuovi elementi per una revisione

Secondo i legali di Bossetti, l’esame di nuove fotografie ad alta risoluzione dei reperti avrebbe fatto emergere elementi che renderebbero necessari ulteriori accertamenti. La difesa sostiene inoltre che vi sarebbero aspetti da chiarire nella documentazione relativa alla traccia 31G20. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che le verifiche richieste finirebbero sostanzialmente per ripetere accertamenti biologici e genetici già affrontati nel processo utilizzando metodologie più recenti. La Corte ha inoltre sottolineato che l’istanza è priva dei necessari requisiti di specificità e novità.

La difesa non si arrende e annuncia un nuovo ricorso in Cassazione. Salvagni ha già annunciato che la difesa presenterà un nuovo ricorso in Cassazione e ha prospettato anche la possibilità di rivolgersi alla Procura perché vengano approfondite quelle che considera anomalie emerse dalla documentazione. Il tentativo di ottenere nuovi esami e, attraverso questi, costruire gli elementi necessari per chiedere in futuro una revisione del processo continua.

Un libro e un incontro per approfondire il caso

Il 4 novembre, a Castronno, si terrà un incontro con Gianluca Neri, autore del libro “Ignoto 1”, che ripercorre il caso di Yara Gambirasio e Massimo Bossetti. Il libro, pubblicato da Piemme il 29 settembre, è un volume di 944 pagine nato dal lavoro dell’autore su migliaia di pagine di atti ufficiali, intercettazioni e verbali. Neri, già autore di “SanPa” e “Il caso Yara”, torna sulla vicenda cercando di mettere insieme documenti, testimonianze e aspetti dell’indagine rimasti fuori dalle precedenti narrazioni televisive e documentaristiche.

L’appuntamento del 4 novembre sarà l’occasione per discutere direttamente con Gianluca Neri. L’incontro, organizzato da VareseNews, rappresenta un ulteriore passo per approfondire un caso che, nonostante la condanna definitiva, continua a produrre ricorsi, interrogativi e un enorme interesse pubblico.

Di segno opposto si è espresso il gruppo di avvocati che rappresentano i genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio. Gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta si sono opposti ai nuovi accertamenti e, al termine dell’udienza, hanno sintetizzato la loro posizione con una frase destinata a far discutere: «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo». La posizione dei genitori di Yara si basa sulla certezza del verdetto definitivo, che ha condannato Bossetti all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne.

Resta quindi fermo il dato giudiziario: Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara. Quello che prosegue è il tentativo della difesa di ottenere nuovi esami e, attraverso questi, costruire gli elementi necessari per chiedere in futuro una revisione del processo.