I rifiuti abruzzesi e la crisi dei Gabbiani

I rifiuti abruzzesi e la crisi dei Gabbiani: un dibattito che coinvolge il potere locale e nazionale.

La gestione dei rifiuti in Abruzzo si presenta come un tema cruciale, che ha acceso un dibattito interno al partito di Fratelli d’Italia, con implicazioni che vanno ben al di là della semplice gestione dei rifiuti. Il sindaco uscente dell’Aquila, Pierluigi Biondi, si trova in una posizione delicata, con il bilancio comunale di previsione che lo porterà a lasciare il ruolo di primo cittadino e a diventare un semplice cittadino aquilano per diversi mesi. In questa condizione, dovrà convincere i suoi sodali di partito, compresi quelli meno ortodossi, a fare una campagna elettorale per non essere eletti e far fare bella figura proprio a lui. Il sospetto è che questa situazione possa portare a una teoria del complotto, con una certa tendenza a far apparire tutti più intelligenti di quel che sono.

La gestione dei rifiuti e la crisi dei Gabbiani

La questione dei rifiuti abruzzesi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito interno al partito, con il piano d’ambito che dovrebbe partorire un’Autorità gestione integrata rifiuti urbai regione Abruzzo. Tuttavia, il sottosistema comprensoriale della Marsica, patrocinato oggi da chi ieri lo avversava, non è altro che un quid folcloristico che i comuni della autoproclamata ‘Quinta Provincia’ riescono a regalare a tutti noi. La gestione dei rifiuti, in questo contesto, non è solo un problema tecnico, ma anche un simbolo di una crisi di potere e di una decadenza politica.

Il sindaco Biondi, pur avendo avuto molto tempo, lascia dei dossier aperti, gravemente compromessi. Il suo tentativo di esternalizzare il problema aquilano, prima con Cogesa S.p.A. e poi puntando molto sull’impianto di trattamento di ECOLAN, a Lanciano, non ha prodotto risultati tangibili. La digestione anaerobica della FORSU con produzione di biometano destinato alla rete del gas rappresenta un’altra sfida. Il caso di Aielli, in forza ad Aciam S.p.A., funziona, mentre quello di Lanciano, con pochi dati disponibili, sembra non rispondere alle aspettative.

Le società in difficoltà e la gestione dei rifiuti

Le società Cogesa S.p.A. e Aciam S.p.A., entrambe in gravi ambasce, rappresentano un caso emblematico. La seconda, quasi crepata proprio per aver accolto alla discarica di Noce Mattei a Sulmona i rifiuti dell’Aquila, ha messo in evidenza le problematiche della gestione dei rifiuti. Il tentativo di costruire un vettore pubblico, senza gara, per conferire le chiavi del ciclo integrato dei rifiuti a Cogesa S.p.A., sembra più un tentativo di socializzazione delle perdite di ASM L’Aquila che una soluzione strutturata.

ASM L’Aquila, municipalizzata, ha dato in questi anni pessima prova, non si è dotata degli impianti di trattamento necessari per affrontare i rifiuti al giorno d’oggi. La gestione dei rifiuti in Abruzzo, quindi, non è solo un problema tecnico, ma un sintomo di una crisi più ampia. I Gabbiani, pur avendo avuto un potere di rappresentanza enorme e l’intera filiera a disposizione, non hanno fatto molto di strutturato per risolverlo. Capace che questa cosa ne segni l’inizio della decadenza.

Il dibattito sui siti abruzzesi Deco/Acea e sulla recente contestazione del Comune di Chieti alle direttive di AGIR, che ha un direttore generale di provenienza ECOLAN, e è presieduto dal sindaco Biondi, aggiunge ulteriore complessità a questa situazione. L’emendamento Verrecchia-Quaglieri-Scoccia, con rispetto parlando, sembrerebbe deporre in tal senso.