Cassazione annulla dissequestro cani Castelfranco, Enpa: un passo importante per la tutela degli animali
Cassazione annulla decisione di dissequestro cani Castelfranco, Enpa valuta come momento significativo per la tutela degli animali.
La Cassazione ha annullato l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame aveva disposto il dissequestro dei cani dell’allevamento di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa. La decisione, resa pubblica il 3 ottobre 2026, ha reso necessario un nuovo esame da parte del Tribunale, in una diversa composizione, che dovrà valutare nuovamente le condizioni degli animali tenendo conto dei principi indicati dalla Suprema Corte. Per l’Enpa, l’annullamento rappresenta un momento cruciale per la tutela degli animali, soprattutto in relazione alle condizioni psicofisiche e etologiche degli animali detenuti.
La motivazione del Tribunale del Riesame non è stata sufficientemente approfondita
Secondo la sentenza della Cassazione, la motivazione del provvedimento del Riesame, definita di «estrema sintesi», non ha illustrato in modo adeguato il percorso seguito per arrivare alla decisione. L’organo giudiziario si sarebbe concentrato principalmente sui quattro cani che presentavano criticità specifiche, senza affrontare in modo completo la situazione più ampia relata alla presenza di un numero elevato di animali e alla contestata situazione di sovraffollamento e inidoneità degli spazi. La Cassazione ha sottolineato che la valutazione effettuata nell’ambito di un sequestro preventivo non costituisce un giudizio anticipato sulla responsabilità penale della persona indagata.
Il benessere animale richiede rispetto delle esigenze comportamentali e etologiche
«Il benessere animale non coincide semplicemente con l’assenza di una patologia: significa anche rispettare le esigenze comportamentali, relazionali ed etologiche di ciascun animale», ha dichiarato Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale dell’Enpa. L’associazione aveva chiesto, nei mesi scorsi, che nella valutazione del caso venissero considerate nel loro complesso le condizioni psicofisiche e etologiche degli animali. La Cassazione ha confermato l’importanza di tali aspetti, ricordando che anche l’ambiente, lo spazio disponibile e la possibilità di esprimere comportamenti compatibili con le esigenze della specie possono influire sulla valutazione delle condizioni di detenzione.
La vicenda risale al 15 aprile 2026, quando il Gip del Tribunale di Pisa aveva disposto il sequestro preventivo di 101 cani. Secondo l’imputazione cautelare richiamata dalla sentenza, gli animali sarebbero stati detenuti in spazi considerati inidonei e in una situazione di sovraffollamento e compressione dello spazio vitale. Tra gli elementi presi in considerazione figuravano due cani sottoposti ad amputazione bilaterale dei padiglioni auricolari e altri due animali con condizioni di salute precarie. L’11 maggio il Tribunale del Riesame aveva accolto l’istanza della difesa, disponendo il dissequestro. Contro questa decisione la Procura di Pisa aveva presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione.
La Cassazione ha inoltre precisato che la valutazione effettuata nell’ambito di un sequestro preventivo non rappresenta un giudizio anticipato sulla responsabilità penale della persona indagata. L’eventuale responsabilità dovrà essere accertata nel prosieguo del procedimento e nelle sedi competenti. Con l’annullamento dell’ordinanza, il procedimento cautelare torna al Tribunale di Pisa, che dovrà pronunciarsi nuovamente in una diversa composizione, tenendo conto dei principi indicati dalla Suprema Corte.
