Dna di Ignoto 1 non era sugli slip di Yara Gambirasio, difesa Bossetti chiede revisione processo
Difesa di Massimo Bossetti sostiene che Dna di Ignoto 1 non era sugli slip di Yara Gambirasio, chiede nuove analisi per revisione processo.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato nuove contestazioni sulle prove che hanno portato alla sua condanna. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, il Dna di Ignoto 1, attribuito all’ex muratore, non era presente sugli slip della vittima. La difesa sostiene che la prova regina del processo, che ha portato alla condanna, sia nata da un errore tecnico. La richiesta di nuove analisi tecnico-scientifiche, in particolare su tracce mai approfondite trovate sugli abiti della vittima, è stata avanzata nella giornata di lunedì 5 ottobre, con l’obiettivo di puntare all’eventuale revisione del processo.
Errore tecnico nel Dna di Ignoto 1
La difesa ha sottolineato che il campione di Dna di Ignoto 1, che ha portato alla condanna di Bossetti, non era stato prelevato dagli slip di Yara Gambirasio. Gli avvocati hanno spiegato che la traccia 31G-20, associata al momento dell’omicidio, non deriva dal Dna di Ignoto 1. La conclusione clamorosa è arrivata dopo che la difesa ha ottenuto, dopo 11 anni, le fotografie dei campioni di Dna analizzati durante l’inchiesta. Questa deduzione si basa sull’orario riportato sullo scatto fatto al reperto: il brandello di slip da cui è stata prelevata la traccia di Dna è stato fotografato oltre un’ora e mezza dopo il trattamento per l’estrazione del materiale genetico, una procedura invasiva che porta alla distruzione del reperto stesso.
La distruzione del reperto ha reso impossibile un’analisi completa.
Il genetista forense Marzio Capra ha spiegato che, dal punto di vista scientifico, questa situazione è “catastrofica”. La difesa sostiene che l’errore nella gestione del campione abbia reso impossibile una corretta analisi, portando a una conclusione errata. Gli avvocati hanno anche contestato altri elementi dell’accusa, come la compatibilità tra fibre di tessuto trovate sui leggins di Yara Gambirasio e filamenti sul furgone dell’ex muratore, il ritrovamento di microsfere di metallo sia sugli indumenti della vittima sia sul mezzo e il passaggio della vittima dalla cella telefonica che un’ora prima era stata agganciata dal cellulare di Bossetti.
Indizi contestati e revisione del processo
La difesa ha ripercorso in un servizio dell’ultima puntata de Le Iene gli indizi che hanno portato all’incriminazione di Bossetti. Secondo l’analisi della iena Luigi Pelazza, gli indizi suggerirebbero che Yara Gambirasio sarebbe salita probabilmente su un furgone, ma non necessariamente su quello di Bossetti. Inoltre, il muratore sarebbe stato nella zona in cui viveva, non da un’altra parte. La difesa ha anche sottolineato che la corrispondenza tra il Dna di Ignoto 1 e il campione di Bossetti è emersa da un’imponente attività di comparazione del Dna di oltre 25mila persone con il materiale genetico ritrovato sugli slip della vittima.
La difesa ha chiesto nuove analisi per chiarire i dubbi.
Nella giornata di lunedì 5 ottobre, la difesa di Bossetti ha chiesto nuove analisi tecnico-scientifiche, in particolare su tracce mai approfondite trovate sugli abiti della vittima. L’obiettivo è puntare all’eventuale revisione del processo, che potrebbe portare a una revisione delle prove e a una possibile condanna annullata. La difesa sostiene che l’errore tecnico nel trattamento del campione di Dna abbia reso impossibile una corretta analisi, portando a una conclusione errata. La richiesta di nuove analisi è un passo importante per chiarire i dubbi e per rivedere il caso di Yara Gambirasio, che ha scosso l’opinione pubblica e ha suscitato molte contestazioni.
