Pilota indiano salva 182 persone durante atterraggio d’emergenza a Tabuk

Un pilota indiano ha salvato 182 persone durante un atterraggio d’emergenza su un aereo Flydubai. L’incidente ha coinvolto un copilota accusato di aggressione.

Un pilota indiano, Smit Machchhar, ha salvato 182 persone durante un atterraggio d’emergenza su un volo Flydubai, che si è concluso con l’atterraggio a Tabuk, in Arabia Saudita. L’incidente, avvenuto mercoledì 2 ottobre 2026, ha visto un copilota accusato di aggressione e tentativo di far precipitare l’aereo. I passeggeri, tra cui oltre 150 israeliani, hanno contribuito all’intervento, permettendo al pilota ferito di permettere l’accesso alla cabina di pilotaggio e di stabilizzare la situazione. Due piloti di riserva hanno poi portato a termine l’atterraggio in sicurezza.

Aggressione e intervento dei passeggeri

Durante il volo FZ1073, diretto a Tel Aviv, il copilota ha aggredito il comandante, ferendolo e causando una rapida perdita di quota. I passeggeri, inizialmente confusi, hanno cominciato a intervenire, cercando di capire se l’aggressore agisse da solo o avesse supporto interno. Alcuni hanno riferito di non sapere se il copilota fosse in grado di agire da solo o se avesse appoggio da parte di altri membri dell’equipaggio. Yaniv Hayun, uno dei passeggeri intervenuti, ha spiegato di aver contribuito a bloccare il copilota e di aver tentato di riprendere il controllo dell’aereo, ricorrendo a quanto aveva visto in un programma televisivo su disastri aerei.

La collaborazione tra passeggeri e personale ha scongiurato una tragedia.

Il comandante, pur ferito, è riuscito a consentire a tre passeggeri israeliani di accedere alla cabina di pilotaggio. Il loro intervento ha permesso di immobilizzare l’aggressore mentre il Boeing perdeva rapidamente quota, scongiurando una tragedia per le 182 persone a bordo. Il dentista Shota Musayev ha prestato soccorso al comandante, riuscendo a stabilizzarlo. «Ho due figli, non voglio morire», gli avrebbe detto Machchhar. «Aveva ferite al volto, alle mani, all’addome», ha riferito Musayev.

Indagini e relazioni internazionali

Le autorità saudite e degli Emirati Arabi Uniti hanno condotto accertamenti preliminari, confermando l’aggressione e le ferite riportate dai due piloti. Il sospettato, indicato come cittadino omanita, è stato trasferito negli Emirati per ulteriori indagini. Il ministero degli Esteri indiano ha confermato che Machchhar proseguirà le cure in Emirati Arabi Uniti. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto quattro dei passeggeri intervenuti, attribuendo alla loro prontezza un ruolo decisivo nell’evitare una tragedia.

Le autorità israeliane valutano l’estradizione del sospettato.

Il governo israeliano sta valutando le iniziative per ottenere che il sospettato venga processato nel Paese, con l’ausilio del ministero della Giustizia. Un funzionario israeliano ha riferito che sui profili social attribuiti al sospettato sarebbero presenti contenuti sull’uccisione di ebrei, interpretati come segnali di adesione all’ideologia jihadista. Il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha annunciato che chiederà al gabinetto di sicurezza di incaricare il ministero della Giustizia di attivare gli strumenti necessari all’estradizione. La richiesta si inserisce in un contesto diplomatico complesso, dato che Arabia Saudita e Oman non intrattengono relazioni diplomatiche con Israele. Il sospetto di complicità emerge dalle testimonianze dei passeggeri, ma non rappresenta una prova del coinvolgimento di altre persone. Trump e Netanyahu accusano e minacciano l’Iran e spunta la pista palestinese. Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato una risposta militare molto dura se fosse accertata una responsabilità iraniana. Le dichiarazioni dei leader statunitense e israeliano riguardano una pista investigativa che il resoconto saudita non conferma.