Il mio nome è Carlo: Samuele Carrino interpreta San Carlo Acutis in un film su Canale 5

Il film su San Carlo Acutis, con Samuele Carrino e Lucia Mascino, arriva su Canale 5 e Mediaset Infinity.

Il mio nome è Carlo, film che racconta la vita di San Carlo Acutis, è in onda su Canale 5 e disponibile in streaming su Mediaset Infinity. Il protagonista, Carlo Acutis, è interpretato da Samuele Carrino, mentre la madre Antonia Salzano è affidata a Lucia Mascino. Il film, prodotto da Movie Magic International e RTI, è liberamente ispirato alla vita del santo e a fatti realmente accaduti, rielaborati per esigenze narrative. La regia è di Giacomo Campiotti, che firma anche sceneggiatura e soggetto insieme a Carlo Mazzotta.

Un racconto vicino alla quotidianità

Il film si basa su una domanda semplice: come può un ragazzo di quindici anni, appassionato di videogiochi, informatica e calcio, diventare il primo santo dell’era digitale? La storia accompagna Carlo dall’infanzia agli ultimi giorni della sua vita, mostrandolo come un adolescente curioso, ironico e attento alle fragilità degli altri. La tecnologia non è presentata come qualcosa di esterno alla vita quotidiana, ma come uno strumento che Carlo impara a utilizzare secondo il proprio modo di vedere il mondo.

La normalità è il punto di forza del racconto.

Carlo si avvicina a chi viene lasciato ai margini, non resta indifferente davanti alle fragilità dei compagni e utilizza Internet non soltanto come passatempo, ma anche per condividere ciò in cui crede. La sua presenza finisce però per incidere anche sulle persone che gli vivono accanto, a partire dalla famiglia. Il rapporto con i genitori, interpretati da Lucia Mascino e Flavio Parenti, è un elemento chiave del film, accompagnando la crescita del ragazzo, la sua fede e la consapevolezza con cui affronta anche i momenti più difficili.

La malattia e la serenità di Carlo

La parte più dolorosa del film arriva quando Carlo viene colpito da una leucemia fulminante. Ha soltanto quindici anni. Medici, infermieri e familiari si trovano davanti a un adolescente che affronta la malattia con una serenità difficile da comprendere per chi gli sta vicino. Campiotti ha spiegato nelle sue note di regia di aver voluto lavorare proprio su questo aspetto, evitando di trasformare Carlo in una figura distante o astratta.

Carlo è descritto come un ragazzo originale e non fotocopia.

Il regista descrive il protagonista adolescente come un ragazzo «originale e non fotocopia», luminoso, libero e capace di parlare agli altri senza assumere un atteggiamento moralistico. La morte non rappresenta però il vero punto d’arrivo del film. È dopo la scomparsa di Carlo che la sua storia comincia a circolare sempre di più, raggiungendo negli anni ragazzi e fedeli in molte parti del mondo.

La collaborazione con la famiglia Acutis

Per preparare Il mio nome è Carlo, Giacomo Campiotti ha incontrato persone che avevano conosciuto il ragazzo e ha lavorato anche con la famiglia Acutis. I genitori hanno collaborato alla realizzazione mettendo a disposizione testimonianze e il proprio punto di vista durante la costruzione del progetto. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla figura di Rajesh, che il regista indica fra le persone che più lo hanno colpito durante la fase preparatoria. Il film si distingue per la sua capacità di rendere accessibile la storia di Carlo anche a chi non conosce la sua dimensione religiosa. Le diverse età della vita di Carlo sono affidate a più interpreti, tra cui Nicolò Caruz Jaramillo, Edoardo Vitalone e Samuele Carrino. Campiotti cerca una continuità fra queste fasi mantenendo riconoscibili alcuni elementi del carattere del protagonista: curiosità, ironia, attenzione verso gli altri e una spiritualità che non cancella il rapporto con la vita contemporanea. Il film è disponibile in streaming su Mediaset Infinity, dove sono presenti anche contenuti e approfondimenti dedicati al progetto. Il mio nome è Carlo va in onda domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5, portando la storia di un ragazzo che ha lasciato un segno indelebile nella cultura contemporanea.