Paliano, i comitati esclusi dalla Conferenza dei Servizi sull’agrivoltaico Focarelle
I comitati di Paliano e Colleferro esclusi dalla Conferenza dei Servizi sull’agrivoltaico Focarelle, con pareri negativi su impatto ambientale e concentrazione di impianti.
La vicenda dell’agrivoltaico Focarelle a Paliano ha registrato un nuovo sviluppo con la Conferenza dei Servizi del 17 settembre, durante la quale i comitati locali, tra cui il Comitato Residenti Colleferro e Anagni Viva, sono stati esclusi dal dibattito. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comitato Residenti Colleferro, la Regione Lazio avrebbe limitato la partecipazione a enti formalmente convocati e alla società proponente, Ponticello Srl. I comitati hanno espresso forte contestazione, accusando la Regione di non garantire una partecipazione democratica al procedimento, che riguarda un progetto di 17,57 MWp localizzato a Il Vallone, nel territorio di Paliano.
Pareri negativi e criticità sul progetto
La Conferenza dei Servizi ha visto emergerne criticità significative, tra cui un parere negativo dell’Area VIA regionale in relazione alle particelle interessate da usi civici, nonché una posizione non favorevole del Comune di Paliano, che ha richiamato il tema della concentrazione degli impianti sul territorio. L’area in questione, la Selva di Paliano e Mola di Piscoli, è sottoposta a tutela ambientale e paesaggistica, un aspetto che ha suscitato preoccupazioni tra i comitati e le associazioni ambientaliste. L’impianto, che fa parte di un contesto più ampio di sviluppo delle energie rinnovabili, è stato oggetto di numerose contestazioni, tra cui la tutela del paesaggio agricolo, la vicinanza alle aree protette e l’impatto sulla biodiversità.
La concentrazione degli impianti sul territorio è un tema centrale del dibattito.
Già nelle osservazioni presentate nell’ottobre 2025 dal gruppo consiliare di opposizione “Insieme” era stata chiesta una valutazione complessiva degli impianti esistenti, autorizzati o in fase di autorizzazione tra Paliano e Anagni. In quella sede venivano indicati progetti per oltre 450 MW complessivi, dato utilizzato dai consiglieri per sostenere la necessità di valutare l’impatto cumulativo sul territorio. La vicenda Focarelle si colloca in un contesto più ampio che coinvolge Paliano, Anagni, Colleferro e la Valle del Sacco. Da anni si dibatte sull’espansione del fotovoltaico e sull’equilibrio tra transizione energetica e tutela del territorio.
La questione dell’elettrodotto e il passaggio al Ministero
Un altro aspetto emerso durante la Conferenza riguarda il passaggio dell’elettrodotto, che interessa la linea in alta tensione Colleferro-Anagni e ricade nella competenza statale. La Regione ha richiesto alla società proponente di acquisire il necessario pronunciamento ambientale ministeriale, un passaggio che potrebbe ritardare il procedimento. Questo elemento ha ulteriore rilevanza, in quanto le opere previste per la connessione dell’impianto interessano anche il territorio circostante, con implicazioni su infrastrutture e ambiente.
La partecipazione del pubblico al procedimento è garantita solo attraverso osservazioni scritte.
La partita non è ancora chiusa. I comitati annunciano che seguiranno ogni passaggio del procedimento, con ulteriori sedute della Conferenza dei Servizi previste per l’11 novembre e il 16 dicembre. L’appello dei residenti è chiaro: «Prima di cantare vittoria e parlare di guardia alzata, forse bisognerebbe prima far sedere i cittadini al tavolo delle decisioni». La vicenda Focarelle rappresenta un caso emblematico del dibattito tra sviluppo energetico e tutela ambientale, con implicazioni che vanno ben al di là del singolo progetto.
