La Cassazione annulla condanne contro l’ex Pm Angioni e restituisce il procedimento al Pm
La Cassazione annulla condanne contro l’ex Pm Maria Angioni e restituisce il procedimento al Pm.

La Cassazione ha annullato le condanne inflitte all’ex procuratore della Repubblica Maria Angioni e ha restituito il procedimento a carico di lei al pubblico ministero. La decisione, resa il 4 febbraio scorso, riguarda un processo per false dichiarazioni al Pm, scattato dopo le dichiarazioni rese nel 2021 all’allora Procuratore della Repubblica di Marsala Roberto Piscitello. La Suprema corte ha accolto la tesi della difesa, secondo cui il procedimento contro Angioni doveva essere sospeso ope legis, e ha annullato le sentenze del Tribunale di Marsala e della Corte d’Appello di Palermo.
sospensione del procedimento
La Corte ha sottolineato che la sospensione del procedimento, prevista dall’articolo 371-bis del Codice penale, non impedisce al Pm di compiere atti urgenti o non rinviabili. La Suprema corte ha ritenuto che il riferimento “lessicale” al processo e al procedimento fosse debole e utilizzato in modo generico e atecnico. Al contrario, ha valorizzato l’assenza di una norma che vieti gli atti urgenti, permettendo loro di essere compiuti. La Corte ha inoltre chiarito che gli atti di indagine, eventualmente compiuti durante la sospensione, sono validi a meno che non pregiudichino l’intervento, l’assistenza o la rappresentanza dell’indagato.
validità degli atti di indagine
La Cassazione ha stabilito che gli atti compiuti dal Pm durante la sospensione del procedimento sono validi, a meno che non pregiudichino i diritti dell’indagato. La Corte ha inoltre sottolineato che la sanzione non può essere la nullità dell’atto di esercizio dell’azione penale da parte del Pm e, conseguentemente, dell’intero processo. La decisione ha portato alla restituzione del procedimento al Pm, che dovrà proseguire l’indagine, se necessario, in base alle condizioni legali stabilite.
La Cassazione ha annullato le condanne e restituito il procedimento al Pm. L’avvocato Stefano Giordano, che difende l’ex Pm Angioni, ha espresso soddisfazione per la sentenza e ha promesso di proseguire la battaglia sul resto del processo. «La Sesta Sezione Penale della Cassazione ha annullato le sentenze di Tribunale di Marsala e Corte d’Appello di Palermo, accogliendo la tesi che la difesa sosteneva sin dal primo grado: il procedimento contro la dottoressa Angioni doveva essere sospeso ope legis. Il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale quando non poteva, e i giudici di merito non se ne sono accorti. È un errore grave, che pesa ancor di più alla luce dell’accanimento processuale subito da un magistrato che aveva soltanto esercitato il proprio diritto di critica sulle indagini per la scomparsa di Denise Pipitone», ha detto il legale.
Per l’ex Pm Angioni resta in piedi un secondo processo per diffamazione nei confronti dell’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo, che le era costato una condanna in primo grado a quattro mesi di reclusione. La Cassazione ha annullato la decisione e ha disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Monza per competenza territoriale, dove è fissata una prima udienza per il 16 giugno 2026.
La sentenza ha restituito il controllo del procedimento al Pm. La decisione ha aperto nuove prospettive per l’ex Pm Angioni, permettendo una prosecuzione delle indagini in base alle condizioni legali stabilite. La Corte ha anche sottolineato l’importanza del rispetto dei diritti dell’indagato e della correttezza delle procedure legali nel processo penale.
- La Cassazione annulla condanne contro l’ex Pm Angioni
- Il procedimento torna al Pm
- La difesa ha vinto la tesi sulla sospensione ope legis
La sentenza rappresenta un ulteriore passo nella giustizia italiana, dimostrando l’importanza del rispetto delle norme e della correttezza delle procedure legali nel processo penale. La decisione ha anche sottolineato l’importanza del rispetto dei diritti dell’indagato e della correttezza delle procedure legali nel processo penale.
